[ Movimenti ] 28 Agosto, 2007 18:14
 
 
LE IDEE, I DESIDERI, LE LOTTE
NON SI SGOMBERANO!

 
Il centro sociale la Chimica esiste perché nasce da necessità politiche, culturali, esistenziali. Esiste perché lo dimostra una storia ormai lunga 10 anni, una storia fatta di lotte e occupazioni: il forte di S. Lucia, la vecchia pensilina degli autobus di Piazza Isolo, l’area industriale dell’ex quacker chemical, le scuole Fincato di via del capitel. Luoghi abbandonati e dimenticati che abbiamo pulito, sistemato, trasformato in spazi di socializzazione, aggregazione, cultura. Spazi aperti riconsegnati alla cittadinanza: non abbiamo mai rubato spazi a nessuno, non siamo mai stati competitivi con le esigenze del territorio come alcuni vorrebbero far credere, come chi vorrebbe competitive le esigenze degli anziani del quartiere in cui abbiamo vissuto.

Lo diciamo con forza perché in questi anni abbiamo realizzato dei sogni, abbiamo dato risposte concrete alla necessità di spazi sociali e aggregativi, di spazi politici e culturali, aperti alla cittadinanza, al quartiere, vissuti dalle migliaia di persone che li hanno ricostruiti, camminati, ridipinti e rimessi a nuovo, riempiendoli di musica, disegni, giochi, parole, sapori e saperi in azioni creative, favorendo comunicazione e relazioni.

Abbiamo scelto l’autorganizzazione: non abbiamo bisogno di finanziamenti perché autoproduciamo (con fatica) i mezzi con cui sostenere i nostri progetti. Abbiamo scelto l’autogestione che non tollera la distinzione tra gestione ed utenza, coinvolge e responsabilizza, investe sul protagonismo attivo delle persone che esprimono con la loro presenza, desideri ed esigenze. Investiamo sulla partecipazione dal basso, che non riproduce gerarchie o strutture burocratiche di associazione, si esprime e condivide le scelte comuni attraverso le assemblee di gestione. In questi anni ha preso vita un contesto nato da una comunità di centinaia di persone che hanno frequentato e attraversato le iniziative proposte: concerti, rassegne cinematografiche, dibattiti, presentazione di libri, il mercato autogestito, eventi come Terre Ribelli/Critical Wine e Brutti Caratteri, la libreria Ubik Books, la trattoria comunarda Fornelli Ribelli, lo sportello precario, i corsi di inglese, di ginnastica, giocoleria…

Una realtà attiva nelle lotte per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro e per i diritti dei lavoratori, al fianco dei migranti, contro il razzismo e per i diritti di cittadinanza, contro il sessismo e le discriminazioni verso gay, lesbiche e trans, contro tutte le guerre, per una ecologia sociale e ambientale.

Esistiamo. Lo diciamo con forza a questa giunta, al suo buffo sceriffo flavio tosi, malato d’inguaribile protagonismo. Meritato: l’instancabile provocatore, il Gentilini al quadrato, l’abile collaudatore di rapporti tra l’estrema destra e la lega, celebre per gli autobus con entrata per “negri”, per la guerra santa ai rom, ai migranti, ai diversi, a tutto ciò che non è compatibile con l’anacronistica idea di città- castello- ricco recintato identitario…

L’uomo che ha vinto l’elezioni fomentando le pulsioni più retrive legittimandole, dando cittadinanza all’irrazionale alla paura e alla fobia.

Tre parole d’ordine in campagna elettorale: cacciare i rom, cancellare il centro sociale, debellare il centro dalle presenze sgradite, ambulanti in primis. Le vere emergenze di Verona. In nome del decoro. Dal detto al fatto: un allucinante battuta di caccia: prostitute, mangiatori di panini, kebbabbari,  phone, center, senzatetto, Rom. Sgomberi, chiusure, multe, arresti, il tutto sotto il vigile sguardo ed il sorriso compiaciuto del primo cittadino. Attualità e non solo: all’istituto storico per la resistenza un naziskin doc, noto alle cronache cittadine e non solo.

Lo ricordiamo al centro sinistra  con la forza e la lucidità della memoria che non ammette amnesie strumentali, ipocrisia e revisioni. Imperdonabile la subdola repressione messa in atto nei nostri confronti, sottovoce: 10.000 euro comminati dai vigili urbani a quattro esponenti della chimica in occasione dell’ultimo C.W. sono spiccioli al confronto dei 30.000 euro che la precedente amministrazione ipotizzava di attribuirci come indennizzo per l’usufrutto abusivo dello stabile di sua proprietà. Imperdonabile l’incapacità e la codardia di offrire alternative reali al centro sociale per emergere nella precarietà nella quale versava, riconoscendone la storia la forma i bisogni. Imperdonabile la scelta consapevole di conquistare voto e consenso dei presunti moderati, assecondandone le fobie gli egoismi le passioni tristi. La deriva in atto non esclusiva della destra, non è solo politica e sociale: il quando sociale e il politico si stratificano inquinano appieno la sfera esistenziale. Per questo forme di vita non omologabili fanno paura, non solo per ciò che sono e producono materialmente ma anche per i linguaggi e gli immaginari che hanno dimostrato di saper creare.

Gli spazi sociali autogestiti sono stati in questi anni il cuore in movimento di tutte le lotte per i bisogni e diritti d’esistenza.

Urge innanzitutto una presa di coscienza: ciò che siamo stati e ciò che siamo.

La consapevolezza del percorso comune è la stessa cosa della responsabilità che abbiamo: vivere uno spazio di relazioni liberate giorno per giorno è concretamente un pezzo di una società diversa che vorremmo costruire.

Significa non fermarsi.

Urge ricomporre e ricombinare i corpi e le menti di chi questa esperienza ha attraversato e sostenuto, soprattutto in una città come la nostra. Ripartire dalla piazza, oggi piazza zagata, da ciò che all’esterno della chimica riusciremo a fare, a partire dalla socialità che in questi anni abbiamo consolidato, rompendo le barriere del pregiudizio.

Trasportare le nostre azioni le nostre idee i nostri corpi nelle strade, nelle piazze, di nuovo imprevedibili, di nuovo invisibili…ma non troppo.

Riprenderci la fisicità di un laboratorio, occupando se necessario, consapevoli che l’occupazione rimane uno strumento, non un fine, per ottenere una piccola parte di ciò che ci spetta.

Questa città ma non solo. Il vento che soffia a Verona non ha niente di localista ma è comune a tante ricche città di questo paese dove il modello economico non prevede, non accetta, odia soggetti non omologabili, utilizza le isteriche politiche della paura dell’emergenza della sicurezza della tolleranza zero, della richiestissima categoria dell’illegalità per spostare l’attenzione dalle contraddizioni, dai veri problemi, dalle becere ingiustizie del sistema e dai veri responsabili. Perché non è tollerabile immaginare una società diversa e possibile.

Il triangolo tosi cofferati zanonato ha infiammato l’estate ed è solo l’apice di un fenomeno in costante diffusione; ma  l’estate infiammata è quasi finita:

Urge lasciare le nostre riserve dove ci vorrebbero confinanti e riprenderci le città

Sui sentieri che il movimento saprà tracciare.

A partire dal campeggio NoDalMolin a Vicenza, un laboratorio a cielo aperto di partecipazione popolare in lotta contro ogni militarizzazione del territorio e in difesa dei beni comuni.

A partire da Bologna e ogni altra città sotto assedio securitario e legalitario

 
A partire dal percorso che attraverserà Verona sabato 1 settembre.
Il primo passo.
Solo l’inizio.

 

Manifestazione

sabato 1 settembre 2007

 

concentramento ore 14.00

 

piazza Zagata Borgo Venezia

 

davanti al csoa lachimica

 

Questo è un appello aperto. Per adesioni e contributi: lachimica@autistici.org

 

 

http://www.ecn.org/porkospino

http://veronainforme.noblogs.org/
[ Fornelli Ribelli ] 24 Agosto, 2007 15:20

Ormai fuggiti dalla nostra riserva, sgomberata così tristemente da Tox Willer con l’aiuto morale dei suoi pards Koffy Carson e Jack “Tiger” Zanonato e quello materiale di Mephisto Malfatti spuntiamo di nuovo nelle strade, nelle piazze, come sempre imprevedibili per dire allo sceriffo:

 
“Tizzoni d’inferno! Tox Willer non avrai il mio scalpo!”

 
A trent’anni esatti di distanza siamo costretti a parafrasare uno storico comunicato più che appropriato per salutare il nostro ritorno nella città:

 

“Che i nostri TAM TAM suonino più forte che mai... Che il nostro canto giunga a tutte le tribù degli emarginati, fricchettoni, apprendisti, drogati, studenti, omosessuali, femministe, poeti pazzi e pazzi poetici, bambini, animali, piante per radunarsi in una grande TRATTORIA COMUNARDA, VENERDI’ ALLE ORE 19 a Piazza Zagata per imporre ai visi pallidi e ai loro sceriffi, la resa senza condizioni sugli obiettivi approvati dall'assemblea dei Fornelli Metropolitani il 21 Agosto:

 

1) Abolizione del reato di imbrattamento se praticato con verdura biologica;

2) requisizione di tutti gli edifici sfitti per la loro utilizzazione come centri di aggregazione;

3) finanziamento pubblico dei centri alternativi autogestiti;

4) creazione di un centro anziani autogestito in piazza Erbe per debellare la piaga dell’alcolismo tra gli ultrasettantenni;

5) abolizione del reato di occupazione se praticato con tenaglie biologiche;

6) abolizione dello strumento di delibera comunale se praticato da sceriffi visi pallidi;

7) retribuzione dell'ozio giovanile;

8) abolizione delle stelle di latta da sceriffo se non confezionate con latte biologico;

9) demolizione della scalinata di palazzo Barbieri in quanto scandalosamente indecorosa;

12) l'uso alternativo degli agenti della polizia municipale per sostituire i semafori contribuendo così al risparmio energetico cittadino;

13) abolizione dei menù come strumenti di coercizione gastrica;

Fornelli Metropolitani – Zagata Plaza 77 – Tucson - Arizona

[ Movimenti ] 24 Agosto, 2007 15:18

Nel tardo pomeriggio della giornata di Lunedì dal presidio antistante la chimica sgomberata alcuni compagni/e si recano in piazza Brà, salgono sulla scalinata di palazzo Barbieri, quelle che il neosindaco Tosi ha definito le “scale di casa mia”, luogo sacro ai divieti ormai celebri.
Con una azione improvvisata e alla luce del sole depositano prodotti della terra sull’ingresso del Palazzo.

Il messaggio è chiaro “1997-2007, dieci anni di storia in movimento. Non finisce qui.”

La reazione di alcuni funzionari delle forze dell’ordine è spropositata e in linea con i nuovi venti che soffiano a Verona: tolleranza zero e nessuna mediazione.
Sette compagni vengono prelevati di forza, sotto la minaccia della celere schierata, dal presidio e accompagnati in questura.

Altro elemento inquietante è la notifica recapitata a quattro esponenti della chimica del decreto di sequestro: prima avvisaglia di un tentativo di intimidire tutto il collettivo concentrando l’azione repressiva su alcuni esponenti più esposti.
Questo è la prova di un attacco alla forma di vita rappresentata dagli spazi autogestiti che vivono di partecipazione diffusa dal basso e di condivisione delle responsabilità; una forma che evidentemente fa paura.

Fa paura perché ha dimostrato che uno spazio comune (non comunale, nell’accezione proprietaria del termine) riqualificato e al di fuori delle logiche del mercato, ha saputo diventare in tre anni una risorsa per e del quartiere, un centro giovanile e molto di più.
A differenza delle tante cattedrali nel deserto chiamate centri di aggregazione giovanile, esempi di gestione dall’alto di bisogni astratti che nulla hanno a che fare con la partecipazione.

E non ci venga a dire Tosi o i legalisti del centrosinistra, che la chimica era competitiva alle esigenze degli anziani del quartiere: loro e la loro raccolta di firme erano rivolti ad un altro edificio (la ceolara) dimostrando la strumentalità di chi fa populismo sulla pelle degli altri mettendo in competizione i bisogni piuttosto che farli coabitare.

Le vere motivazioni dello sgombero sono evidenti a tutti: la volontà di cancellare spazi non omologabili voci critiche e il conflitto sociale, la pretesa di agire ed agitare emergenze securitarie e legalitarie senza ostacoli, tutto per spostare l’attenzione dai veri bisogni come quello di usufruire di spazi di aggregazione, di cultura, di socialità, di politica senza piegarsi alle leggi del mercato.

La maschera del democratico che ci manda a dire di fare richiesta come tutti di uno spazio fa sorridere e si scioglie come biacca di pessima qualità davanti alla paura che tante associazioni scoprano di avere la nostra stessa esigenza, i nostri stessi bisogni, i nostri stessi diritti.

Il vento che soffia a Verona non ha niente di localista ma è comune a tante ricche città del nord, dove il modello economico non prevede, non accetta soggetti non omologabili, utilizza le politiche della paura dell’emergenza e della sicurezza e la richiestissima categoria dell’illegalità per spostare l’attenzione dalle contraddizioni del sistema ed impedire anche solo l’immagine di una società diversa.

Il triangolo degli sceriffi Tosi – Cofferati – Zanonato ha infiammato l’estate ma è solo l’apice di un fenomeno in costante diffusione.
Ma l’estate infiammata è quasi finita e noi lasceremo le nostre riserve, per sfidare gli sceriffi nelle “loro” città.



Lo spazio politico e sociale chimica riparte dal presidio permanente in piazza Zagata, invita ai primi due appuntamenti

Venerdì 24 Agosto: Fornelli Ribelli trattoria comunarda: “Tox Willer, non avrai il mio scalpo!”

Sabato 25 Agosto: Chemical mass: a spass per la città


Invisibili nelle strade ma non troppo, sicuramente imprevedibili.


Solidarietà al Laboratorio Occupato Crash di Bologna sgomberato da un altro sceriffo.

csoa la chimica -macchina immaginativa non omologata – piazza zagata - Verona
[ Movimenti ] 20 Agosto, 2007 16:31


Questa mattina è stato sgomberato il csoa lachimica, luogo liberato in una città morta.

E' solo l'ultimo atto della giunta fascista.

Il sindaco Tosi, razzista dichiarato e fautore della pulizia etnica, ha deciso di utilizzare l'unica arma che il suo piccolo cervello conosce, repressione e volenza di stato.
Dopo prostitute, mangiatori di panini, immigrati regolari o meno, ora tocca a noi, a chi si è sempre opposto alla sua follia leghista, a chi ha sempre usato la fantasia per combattere il fascismo strisciante di questa città ora ancora più morta.

Uno spazio sociale è stato sigillato con la forza, ma la chimica non è solo uno spazio fisico:

Sono le nostre idee, le nostre azioni, i nostri corpi che saranno da subito nelle strade, nelle piazze, di nuovo invisibili, di nuovo imprevedibili.

Tentano di cancellare i nostri bisogni con un' azione repressiva, ma i nostri bisogni non si cancellano

Da questi ripartiremo.

Da qui ripartiremo.

PRESIDIO PERMANENTE IN PIAZZA ZAGATA A PARTIRE DA ORA.

LE IDEE NON SI SGOMBERANO.

csoa lachimica. macchina immaginativa non omologata. verona

[ Movimenti ] 02 Agosto, 2007 20:02

L'ULTIMO GIARDINO LIBERO

Signore e signori,
accaldati cittadini,
stanchi militanti,
estimatori della birretta all'aria aperta e del petto nudo...

Ribellatevi allo sceriffo dipinto di verde,
disobbedite alle sue ordinanze indecorose
sostenete il vostro centro sociale di riferimento,
e l'ultimo giardino libero della città.


Vi aspettiamo questa sera, Giovedì 2 Agosto, dalle ore 19.30 per un aperitivo a base di

anguria, bruschette, spritz, e naturalmente fresca birra in bottiglia

il tutto accompagnato dalla musica di

dj Barbieri (feat Skalinata)

LE IDEE NON SI SGOMBERANO

al csoa lachimica//macchina immaginativa non omologata