[ Fornelli Ribelli ] 24 Agosto, 2007 15:20

Ormai fuggiti dalla nostra riserva, sgomberata così tristemente da Tox Willer con l’aiuto morale dei suoi pards Koffy Carson e Jack “Tiger” Zanonato e quello materiale di Mephisto Malfatti spuntiamo di nuovo nelle strade, nelle piazze, come sempre imprevedibili per dire allo sceriffo:

 
“Tizzoni d’inferno! Tox Willer non avrai il mio scalpo!”

 
A trent’anni esatti di distanza siamo costretti a parafrasare uno storico comunicato più che appropriato per salutare il nostro ritorno nella città:

 

“Che i nostri TAM TAM suonino più forte che mai... Che il nostro canto giunga a tutte le tribù degli emarginati, fricchettoni, apprendisti, drogati, studenti, omosessuali, femministe, poeti pazzi e pazzi poetici, bambini, animali, piante per radunarsi in una grande TRATTORIA COMUNARDA, VENERDI’ ALLE ORE 19 a Piazza Zagata per imporre ai visi pallidi e ai loro sceriffi, la resa senza condizioni sugli obiettivi approvati dall'assemblea dei Fornelli Metropolitani il 21 Agosto:

 

1) Abolizione del reato di imbrattamento se praticato con verdura biologica;

2) requisizione di tutti gli edifici sfitti per la loro utilizzazione come centri di aggregazione;

3) finanziamento pubblico dei centri alternativi autogestiti;

4) creazione di un centro anziani autogestito in piazza Erbe per debellare la piaga dell’alcolismo tra gli ultrasettantenni;

5) abolizione del reato di occupazione se praticato con tenaglie biologiche;

6) abolizione dello strumento di delibera comunale se praticato da sceriffi visi pallidi;

7) retribuzione dell'ozio giovanile;

8) abolizione delle stelle di latta da sceriffo se non confezionate con latte biologico;

9) demolizione della scalinata di palazzo Barbieri in quanto scandalosamente indecorosa;

12) l'uso alternativo degli agenti della polizia municipale per sostituire i semafori contribuendo così al risparmio energetico cittadino;

13) abolizione dei menù come strumenti di coercizione gastrica;

Fornelli Metropolitani – Zagata Plaza 77 – Tucson - Arizona

[ Movimenti ] 24 Agosto, 2007 15:18

Nel tardo pomeriggio della giornata di Lunedì dal presidio antistante la chimica sgomberata alcuni compagni/e si recano in piazza Brà, salgono sulla scalinata di palazzo Barbieri, quelle che il neosindaco Tosi ha definito le “scale di casa mia”, luogo sacro ai divieti ormai celebri.
Con una azione improvvisata e alla luce del sole depositano prodotti della terra sull’ingresso del Palazzo.

Il messaggio è chiaro “1997-2007, dieci anni di storia in movimento. Non finisce qui.”

La reazione di alcuni funzionari delle forze dell’ordine è spropositata e in linea con i nuovi venti che soffiano a Verona: tolleranza zero e nessuna mediazione.
Sette compagni vengono prelevati di forza, sotto la minaccia della celere schierata, dal presidio e accompagnati in questura.

Altro elemento inquietante è la notifica recapitata a quattro esponenti della chimica del decreto di sequestro: prima avvisaglia di un tentativo di intimidire tutto il collettivo concentrando l’azione repressiva su alcuni esponenti più esposti.
Questo è la prova di un attacco alla forma di vita rappresentata dagli spazi autogestiti che vivono di partecipazione diffusa dal basso e di condivisione delle responsabilità; una forma che evidentemente fa paura.

Fa paura perché ha dimostrato che uno spazio comune (non comunale, nell’accezione proprietaria del termine) riqualificato e al di fuori delle logiche del mercato, ha saputo diventare in tre anni una risorsa per e del quartiere, un centro giovanile e molto di più.
A differenza delle tante cattedrali nel deserto chiamate centri di aggregazione giovanile, esempi di gestione dall’alto di bisogni astratti che nulla hanno a che fare con la partecipazione.

E non ci venga a dire Tosi o i legalisti del centrosinistra, che la chimica era competitiva alle esigenze degli anziani del quartiere: loro e la loro raccolta di firme erano rivolti ad un altro edificio (la ceolara) dimostrando la strumentalità di chi fa populismo sulla pelle degli altri mettendo in competizione i bisogni piuttosto che farli coabitare.

Le vere motivazioni dello sgombero sono evidenti a tutti: la volontà di cancellare spazi non omologabili voci critiche e il conflitto sociale, la pretesa di agire ed agitare emergenze securitarie e legalitarie senza ostacoli, tutto per spostare l’attenzione dai veri bisogni come quello di usufruire di spazi di aggregazione, di cultura, di socialità, di politica senza piegarsi alle leggi del mercato.

La maschera del democratico che ci manda a dire di fare richiesta come tutti di uno spazio fa sorridere e si scioglie come biacca di pessima qualità davanti alla paura che tante associazioni scoprano di avere la nostra stessa esigenza, i nostri stessi bisogni, i nostri stessi diritti.

Il vento che soffia a Verona non ha niente di localista ma è comune a tante ricche città del nord, dove il modello economico non prevede, non accetta soggetti non omologabili, utilizza le politiche della paura dell’emergenza e della sicurezza e la richiestissima categoria dell’illegalità per spostare l’attenzione dalle contraddizioni del sistema ed impedire anche solo l’immagine di una società diversa.

Il triangolo degli sceriffi Tosi – Cofferati – Zanonato ha infiammato l’estate ma è solo l’apice di un fenomeno in costante diffusione.
Ma l’estate infiammata è quasi finita e noi lasceremo le nostre riserve, per sfidare gli sceriffi nelle “loro” città.



Lo spazio politico e sociale chimica riparte dal presidio permanente in piazza Zagata, invita ai primi due appuntamenti

Venerdì 24 Agosto: Fornelli Ribelli trattoria comunarda: “Tox Willer, non avrai il mio scalpo!”

Sabato 25 Agosto: Chemical mass: a spass per la città


Invisibili nelle strade ma non troppo, sicuramente imprevedibili.


Solidarietà al Laboratorio Occupato Crash di Bologna sgomberato da un altro sceriffo.

csoa la chimica -macchina immaginativa non omologata – piazza zagata - Verona