Ciò che è avvenuto all’ingresso della gran guardia in
occasione della commemorazione della giornata della memoria è un fatto di
estrema gravità soprattutto per la novità della privazione di diritto che
abbiamo subito. Ad alcune persone colpevoli di essere “somaticamente” o
“esteticamente” identificabili come antifascisti appartenenti ai centri sociali
è stato interdetto l’accesso.
Nessun indizio nessun pretesto, era
attribuibile alle persone che alla spicciolata si avvicinavano al
palazzo.
Nessuno striscione, né volantino.
Dunque una vera e propria
sanzione preventiva, un provvedimento dalla legalità discutibile, punire un
reato non ancora commesso, senza che le forze dell’ordine sapessero giustificare
o quanto meno esplicitare le ragioni del provvedimento stesso. Quali sarebbero
stati i criteri paradossali per definire gli indesiderati. Caratteriali?
Estetici? Somatici? Di appartenenza politica? Di storia personale?
Un reato
dicevamo. Il pericolo era infatti che le suddette persone rumoreggiassero
focosamente al termine dell’intervento del sindaco: da quando una contestazione
pacifica si configura come reato penale? (Continua)
[ Generale
]
30 Gennaio, 2008 16:07




