Ciò che è avvenuto all’ingresso della gran guardia in occasione della commemorazione della giornata della memoria è un fatto di estrema gravità soprattutto per la novità della privazione di diritto che abbiamo subito. Ad alcune persone colpevoli di essere “somaticamente” o “esteticamente” identificabili come antifascisti appartenenti ai centri sociali è stato interdetto l’accesso.
Nessun indizio nessun pretesto, era attribuibile alle persone che alla spicciolata si avvicinavano al palazzo.
Nessuno striscione, né volantino.
Dunque una vera e propria sanzione preventiva, un provvedimento dalla legalità discutibile, punire un reato non ancora commesso, senza che le forze dell’ordine sapessero giustificare o quanto meno esplicitare le ragioni del provvedimento stesso. Quali sarebbero stati i criteri paradossali per definire gli indesiderati. Caratteriali? Estetici? Somatici? Di appartenenza politica? Di storia personale?
Un reato dicevamo. Il pericolo era infatti che le suddette persone rumoreggiassero focosamente al termine dell’intervento del sindaco: da quando una contestazione pacifica si configura come reato penale? (Continua)