Euromayday Parade 008 - 1° maggio MILANO ore 15 porta Ticinese
Cos’è l’EuroMayday Parade?
L’EuroMayday Parade è una manifestazione transnazionale di precari e
migranti che si tiene ogni primo di maggio in decine di città europee.
La prima Mayday Parade si è tenuta a Milano nel 2001 (oggi vede la
partecipazione di 100.000 persone ogni edizione) e dal 2004 si è
diffusa in tutta Europa (v. la Middlesex Declaration). Nel 2006
l’EuroMayday Parade è stata lanciata da una azione in stile pink block
nel quartiere UE di Bruxelles, e nel 2007 un blocco di supereroici
della EuroMayday si è unito alle mobilitazioni contro il G8 a Rostock e
Heiligendamm. L’EuroMayday Parade è un processo che cerca di mettere al
centro la lotta contro la diffusa precarizzazione dei giovani e la
discriminazione contro i migrandi in tutta Europa e non solo: no ai
confini, no al workfare, no alla precarietà!
Chi organizza l’EuroMayday Parade e per quali motivi?
La rete delle EuroMayday Parades, una rete di media attiviti,
agitatori e collettivi migranti si trova ogni anno in una diversa città
europea. L’ultima assemblea della rete è stata a Berlino, dove si sono
discussi e decisi i punti nodali delle manifestazioni di questo primo
di maggio 2008:
- legalizzazione di tutti i migranti perseguitati
- auto-organizzazione e diritto di sindacalizzazione libero dalla repressione dei governi
- reddito di cittadinanza incondizionato
- salario base minimo europeo
- accesso libero alla cultura, alla conoscenza e alle competenze
- diritto alla casa
Dove si realizzerà l’EuroMayday 2008?
Ad Aachen - Berlin - Copenhagen - Hanau - Hamburg - Helsinki - Lisboa
- Madrid - Malaga - Maribor - Milano - Napoli - Palermo - Terrassa -
Thessaloniki - Tokyo - Wien.
Quest’anno la Mayday Parade di Aachen/Aix-la-Chapelle
cercherà di essere un punto chiave per tutti partecipanti alla rete,
proprio nel momento in cui Nicolas Sarkozy consegnerà ad Angela Merkel
l’Oscar Europeo, il Premio Carlo Magno. Per ironia della sorta, il
sindacalizzato Primo di Maggio corrisponde con il cattolico Giorno
dell’Ascensione, il giorno in cui questo premio viene consegnato.
Quest’anno per il primo di maggio due mondi si scontrano a Aachen:
la società utopica contro il mercato capitalista; l’europa radicale
delle moltitudini contro l’Europa conservatrice delle elites; reti dal
basso e centri sociali occupati contro la diarchia europea.
Che tipo di persone partecipano alla EuroMayday Parade?
Attivisti, artisti, hackers, sindacalisti, associazioni migranti,
precarie, collettivi queer, critical mass, radicali di sinsitra di ogni
colore, rossi, neri, verdi, rosa, violetto, argento. Tutti verranno ad
Aachen e alle altre EuroMayday Parades per unirsi nella lotta contro
una Unione Europea dominata dall’ossessione per la sicurezza e per il
privilegio finanziario, dal neoliberismo di Barroso, dal monetarismo di
Trichet, dal militarismo di Solana, ecc. ecc.
Mayday! Mayday! No ai confini, no alla precarietà, abbattiamo le nuove ineguaglianze!
LIBERA… RESISTENTE… LAICA… INDIGNATA...
Orgogliosamente antifascista...
noi la giornata del 25 aprile la viviamo così…
LIBERA dalle paure e dalle paranoie che nascono dalle ossessioni identitarie, denominatore comune dei vecchi e nuovi fascismi, delle esasperazioni nazionaliste e localiste, della xenofobia e del razzismo. Chiusure culturali che alimentano il “falso mito della sicurezza”, il virus dei “sindaci sceriffo” (di destra e di sinistra), la filosofia della caccia al diverso, del “capro espiatorio” e della “guerra del povero contro il povero”, in un crescendo caotico che copre le responsabilità e difende gli interessi di chi rende veramente insicure le nostre vite.
LIBERA dalle nuove servitù del lavoro, che il mercato pretende flessibile, genuflesso e accondiscendente; da un lavoro che si appropria di ogni tempo e spazio della nostra esistenza, che precarizza la vita e che considera effetto collaterale del profitto lo stesso rischio di morire.
LIBERA di muoversi, di abitare, di partecipare, di rivendicare, di rompere le gabbie e di attraversare i “confini” entro i quali l’assioma liberismo-nazionalismo vorrebbe costretti i corpi dei migranti
LIBERA dalla repressione come risposta isterica, come strumento “democratico” di contrasto alle lotte sociali, sindacali, ambientali, che si diffondono a macchia d’olio nel nostro paese.
LIBERA dalle nuove guerre umanitarie permanenti preventive “esportatrici di democrazia”.
RESISTENTE al revisionismo strisciante, alla militarizzazione del 25 aprile, alla sua “mummificazione”, perché la storia si ri-legge non si ri-scrive, perché la liberazione e i suoi valori sono tra i pochi argini alla deriva del presente, perché la vogliamo attuale, capace di “armarsi” per cambiare e costruire.
LAICA, libera e resistente all’aggressione medievale dei nuovi integralismi e fanatismi contro il corpo delle donne, contro gay, lesbiche e transessuali, contro la pluralità delle “forme di vita” e i diritti conquistati sino ad oggi.
Venerdì 25 Aprile·
Ore 9, piazza Brà UN FISCHIO DI LIBERAZIONEPer “rianimare” il corpo stanco e malato delle commemorazioni ufficiali “liberiamole” dalla retorica con i nostri corpi e “salviamole” dal pericolo di essere definitivamente seppellite dalla presenza dei nuovi razzisti e fascisti. Con una respirazione “bocca e fischio” cancelliamo la vergogna di chi ha sfilato con loro.
Ore 15 stazione porta nuova CORTEO NAZIONALE MIGRANTI
Fermiamo i sindaci sceriffo, libertà di movimento senza confini, prendiamoci i diritti
Ore 18 piazza Brà “Uccisi dalla Barbarie, sepolti dal Silenzio”
Iniziativa per ricordare tutte le vittime dimenticate dei campi di concentramento: ebrei, ‘zingari’, omosessuali,lesbiche, trans, “asociali, “malati di mente”, disabili, dissidenti, comunisti, anarchici, mendicanti, emigranti, testimoni di Geova.
Sabato 26 aprile
ore 18.30 –23.00 presso Circolo Pink - "Donne sotto il fascismo: deportate, lesbiche, partigiane"
Presentazione di libri e filmati e di una Mostra fotografica sulle donne deportate: “Le SS ci guardavano: per loro eravamo come degli scarafaggi”
La giornata della LIBERAZIONE
oggi è la giornata dell’INDIGNAZIONE
perché la nostra indignazione non è animata dall’odio è una passione che ci muove verso l’altro quando vediamo e condividiamo ogni ingiustizia, perché il noi facciamo parte di un altro mondo…..quello che immaginavano i partigiani
Promuovono: csoa lachimica, Circolo Pink ,Metropolis cafè