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16 Maggio, 2008 01:07
Comunicato dell'Assemblea aperta cittadina del 13/05/2008. Verona
Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha
importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni
di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche,
esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma
per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era
nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era
un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo
inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente,
vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza
e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio:
vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.
Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti,
individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no.
Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l'assemblea aperta
cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti
gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di
comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità
diffusa e un'etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza.
Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio
siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi.
Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a
Porta Leoni e l'intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il
corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà
con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la
solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.
Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo, la discriminazione è
necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua
capacità di autocritica come atto d'amore verso la città stessa, perchè
è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e
pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere
sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire
progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture
innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione
reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di
molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai
migranti e contro la guerra, l'impegno per la giustizia sociale, contro
la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la
creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione
dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera
cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall'aria all'acqua fino
alla produzione informatizzata e alle reti.
"C'è fascismo in ogni buca" ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix
Guattari. Usciamo all'aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche,
di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova
sensibilità non autoritaria.
Assemblea aperta cittadina di Verona
[ Movimenti
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14 Maggio, 2008 21:02
Manifestazione 17 maggio 2008 - appello
alle
cittadine e ai cittadini veronesi
alle ragazze e ai ragazzi,studentesse e studenti, i primi ad
essere coinvolti
in questa tragedia,
alle migranti e ai migranti, i nuovi cittadini, che conoscono
bene
parole come intolleranza e razzismo,
alle tante realtà formali ed informali che da tutta italia
hanno
espresso indignazione e solidarietà
Sabato
17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE
concentramento
Stazione Verona Porta Nuova ore 14.00
partenza
corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
Nicola è
ognuno di noi
Per
sconfiggere insieme la paura.
Scendiamo in piazza per svegliare una città che troppe volte ha girato
la
testa. Non deve farlo questa volta.
Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva
anche
questa storia.
Per una
Verona libera dalla paura e dall'odio,
per una Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
per una città libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza.
Perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata.
Perché guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro
tempo e
della nostra città è crescere.
Liberi.
Costruiamo
assieme un corteo che attraversi e viva la città
in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi positivi di
tutte e
tutti.
Nel 2008 a
Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto
di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
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Vorremmo
che il corteo venisse aperto dalle ragazze e dai ragazzi della città,
dagli
abitanti della Valpolicella e da tutti quelli che a Nicola erano
vicini, loro i
volti loro le voci a pretendere che mai più si ripeta.
Vorremmo
che seguissero i migranti, di Verona e non solo, con loro dobbiamo
costruire
una città diversa
Vogliamo che sia un corteo assolutamente pacifico e determinato da
un'unica modalità
ed un unico obbiettivo comune: parlare e comunicare alla e con la città
per non
dimenticare un ragazzo ucciso dall'odio e dall'ignoranza.
Invitiamo tutte e tutti a costruire insieme la giornata, a partire dall'assemblea cittadina che si
terrà a verona
martedì
13 maggio alle 20.30,
in sala
Lucchi (accanto allo Stadio).
E' la
città ad essere protagonista della giornata del 17 maggio,con il supporto e il contributo delle realtà antirazziste e
antifasciste,perché solo la città può cambiare se stessa.
Assemblea cittadina promotrice
>> scarica e diffondi appello, volantino, logo <<
[ Movimenti
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06 Maggio, 2008 16:24
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi
Mercoledì alla notizia abbiamo tremato. Un dolore alla pancia, un presentimento. Mai come ora avremmo voluto essere smentiti. Non è così.
La cronaca riassume drammaticamente la storia di questa città. Degli ultimi anni ma anche di trent’anni fa. Abel e furlan. Figli annoiati della Verona bene che riempivano il loro tempo dando la caccia a presenze non conformi della nostra città.
Avevamo purtroppo ragione. Cinque ragazzi. Giovanissimi. Chi più chi meno figli della Verona bene, legati agli ambiti della tifoseria neo fascista, militanti o anche semplicemente simpatizzanti alla lontana dei movimenti o dei partitucoli dell’estrema destra cittadina.
Vestiti bene, all’ultimamoda.
Alcuni con precedenti recenti, per atti di razzismo o per problemi allo stadio.
Perché la composizione sociale e il profilo caratteriale del neofascista scaligero negli ultimi anni è cambiato. Una certa clima culturale e sociale, alcuni imprenditori politici, un generale vento che spira ha suggerito un processo di riterritorializzazione: lasciare, o meglio, non limitarsi alle periferie, accantonare l’anima stradaiola e la “storica” attitudine “antiborghese” per rimpossessarsi del centro città. E con esso ridefinire formalizzare rappresentare un’identità.
L’ossessione identitaria alla mia città, il mio territorio, la mia “forma di vita” si sostituisce all’appartenenza alla piccola compagnia, al bar, al quartiere, al giardino.
Nicola è in fin di vita non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone..
Solo e “semplicemente” l’estraneo.non familiare.non compatibile.
Parte di un gioco “perverso” , perché di questo si tratta, di un gioco contro la noia: “ripulire il centro” per ripulire la città, da chi non merita, non è all’altezza. La “veronesità” e i suoi codici espressivi
Verona è una città malata. E il virus sta proprio nel cuore, nel ventre molle del suo dna.
Il male, il pericolo è sempre un elemento esterno, sempre importato.
Come se ammettere ciò che non va all’ interno e cercare nelle radici facesse traballare le fondamenta stesse di ciò che siamo. Così è sempre stato in questi anni, ogni volta che Verona è finita sotto i riflettore nazionali per fatti di cronaca nera, che si trattasse di razzismo o di inquietanti fatti di cronaca (da maso a Stevanin ecc.) la città e le sue stesse istituzioni hanno fatto quadrato nella difesa di una presunta “forma di vita” che nulla avrebbe a che fare con i fatti in questione
A che serve oggi raccontare per l’ennesima volta lo stillicidio di aggressioni?...
Uno stillicidio di aggressioni motivate da “futili ragioni”, spesso nel pieno del centro città.
Come gli accoltellamenti dell’ estate 2005, come le sistematiche azioni contro i diversi (capelloni, alternativi, mangiatori di kebab…) compiute da una ventina di ragazzi figli della Verona bene, emerse da un inchiesta della DIGOS nella primavera scorsa. Come la “cacciata” da piazza erbe, l’autunno scorso, l’episodio non più violento ma più emblematico, quando alcuni antagonisti veronesi in quella piazza per bere lo spritz vennero aggrediti ed espulsi dalla stessa tra l’applauso generalizzato e pre-politico di decine e decine di astanti. O come l’ultimo fatto “marginale” in valpolicella (il paese di Nicola) la lettera di una madre sul settimanale locale, del mese scorso, in cui si cercano testimoni di un’aggressione avvenuta in un bar , dove un ragazzo di colore giovanissimo è stato massacrato e ridotto in stampelle (fortunatamente provvisorie) tra cori da stadio e inni del ventennio, nell’imbarazzante omertà dei clienti,..
Ad evitare che si ripeta.
Guardando al futuro. Partendo dalle radici, quelle storiche certo.
Innanzitutto quelle attuali. Il delirio securitario, la paranoia della paura,l’emergenza criminalità diffusa, il decoro. da tempo e in maniera esponenziale con le ultime amministrative un linguaggio si è imposto.
Ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo scoperto di essere in guerra, sotto assedio. Il nemico viene sempre da fuori e fuori deve tornare. Questo è il linguaggio criminale che succhiano col latte i figli di questa città.
Caro sindaco, alcune provocazioni….
Dovremmo immaginare che quest’ ultima aggressione sia solo un effetto collaterale di una ronda autogestita?
Dobbiamo spalleggiare il sindaco nella richiesta di 72 agenti di polizia per presidiare la notte il Bronx di Piazza Erbe?
Dovremmo concordare con la lega la liberalizzazione della armi di difesa personale e suggerire a tutti i diversi di questa città di girare armati?
Noi chiediamo le sue dimissioni perché simbolicamente lei è uno dei mandanti morali di questa tragedia. Perché riempiendosi la bocca della parola d’ordine sicurezza ha alimentato una forma di “insicurezza” che non produce voti, legittimando la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità. Perché il suo successo poggia sull’odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo.
Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l’acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina…
Quante vite rovinate servono per aprire gli occhi?
A cosa è servita la tragedia di Nicola?
Quanto è successo a Nicola non può “capitare”
Quanto è successo a Nicola non può non insegnare
Quanto è successo a Nicola non può ripetersi.
csoa la chimica
circolo pink
[ Eventi
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05 Maggio, 2008 16:51
A VERONA NEL 2008 SI MUORE ANCORA DI FASCISMO
Oggi, lunedì 5 maggio, alle ore 20.00, a Porta Leona, sotto lo striscione
“A VERONA NEL 2008 SI MUORE ANCORA DI FASCISMO”
presidio
delle persone che vogliono manifestare sdegno e condanna per la brutale
aggressione fascista contro il giovane Nicola Tommasoli.
Circolo Pink
Csoa “La Chimica”
Sinistra critica
Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare...
Bertold Brecht
nelle prossime ore per maggiori info, aggiornamenti e comunicati
veronainforme.noblogs.org
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