[ Brutti Caratteri ] 22 Marzo, 2008 05:41

made in italy non racconta una storia. Affronta in modo ironico, caustico e dissacrante le contraddizioni del nostro tempo. Lo spettacolo procede per accumulo. Fotografa, condensa e fagocita quello che ci circonda: i continui messaggi che ci arrivano, il bisogno di catalogare, sistemare, ordinare tutto. Procede per accostamenti, intersezioni, spostamenti di senso. Le scene non iniziano e non finiscono. Vengono continuamente interrotte. Morsicate. Le immagini e le parole nascono e muoiono di continuo. Gli attori non recitano. La musica è sempre presente e  detta la logica con cui le cose accadono. Come in un video-clip.

made in italy è un groviglio di parole.

E’ un groviglio di tubi luminosi.

E’ un groviglio di icone.

Per un teatro pop.

Per un teatro rock.

Per un teatro punk.

Un teatro carico di input e di immagini: sovrabbondante di suggestioni, ma privo di soluzioni.

 

mio padre è comunista e considera la gente una massa di coglioni

massimiliano si è preso otto anni per spaccio e teme per l'effetto serra

mio zio è ignorante e sa tutto.

casini non può essere alleato con un gruppo parlamentare denominato lega per l'indipendenza della padania quindi gli chiede di cambiare nome

il presepe è la famiglia 

se lo stato non fosse burocrazia sarei un cittadino

se l'ideologia non fosse scissa dalla realtà sarei ideologico

se la chiesa non esistesse sarei cattolico

[ Brutti Caratteri ] 22 Marzo, 2008 04:57

PARANOID CITY
Il falso mito della sicurezza

C’è chi pensa che il problema principale che abbiamo di fronte oggi si chiami sicurezza. C’è chi pensa che esistano intere categorie di persone (migranti, zingari, senzatetto, gay, lesbiche e trans, prostitute, attivisti di sinistra e dei centri sociali…) che, quotidianamente, attentano alla sicurezza dei cittadini perbene. C’è chi pensa che esista un’identità uniforme, “naturale”, da difendere. C’è chi pensa che il modo migliore per difendere la propria identità sia costringere il diverso a una completa assimilazione, correggerne le presunte cattive abitudini, oppure escluderlo: separarlo, ghettizzarlo, espellerlo, punirlo, rinchiuderlo.

Noi pensiamo che tutto questo sia vivere nella paranoia, in un mondo popolato da fantasmi che si trasformano in capri espiatori per tentare di placare, invano, l’insicurezza che governa le nostre vite. » chi governa le nostre vite che le rende insicure. Sono l’ideologia di un mercato senza freni e le pratiche di poteri che non ammettono di essere messi in discussione che creano precarietà, mancanza di sicurezza sul lavoro, frodi alimentari e finanziarie, speculazioni immobilari, distruzione dell’ambiente, crescita dell’inquinamento e dei rischi per la nostra salute.

Chi ci governa sperpera risorse preziose per produrre armi, promuove la guerra infinita nel nome della pace, criminalizza e reprime qualsiasi forma di dissenso, costruisce continue emergenze per potersi dotare di strumenti e poteri straordinari, al di fuori di ogni possibilità di controllo, per condurci a uno stato di eccezione permanente. Da qui vogliamo partire. Perchè le indecorose panchine di Tosi e i pittoreschi deliri dei sindaci portatori del virus dello sceriffo (di destra come di sinistra) significano molto di più di quello che pare a uno sguardo distratto. E non meritano, questi sì, alcuna tolleranza.

Dall’ambito locale a quello nazionale è un clichè da sempre: quello di un paese immune alle trasformazioni dei paradigmi di potere e alle loro conseguenti, violente ricadute nel quotidiano. Un “belpaese” che, vuoi per l’innato sentimentalismo della sua “brava gente”, vuoi per il solido impianto clientelare della sua politica, ha attraversato le fasi più oscure della storia con la leggerezza della commedia.

Colonialismo, fascismo, razzismo, stragismo e repressione dei movimenti… in Italia ogni eccesso viene ricondotto, nell’immaginario dominante, all’estemporaneità più leggera. Dove non si può negare si minimizza e, se questo Ë impossibile, si favoleggia. Ma quando anche la fantasia segna il passo, serve una messa in scena degna della migliore commedia all’italiana. Oggi, forse, siamo a questo punto. Come altrove nel mondo, anche qui spinte neoimperialiste, mutazioni autoritarie, liberalizzazioni a tutto campo hanno prodotto precarietà, esclusione, mercificazione dei servizi e via dicendo. Anche qui, per fortuna, nuove soggettività si sono però affermate e, con le loro scelte di vita e pratiche di lotta, hanno posto i termini per una reale trasformazione della società e un cambio di scenografia.

A fronte di tutto ciò però, qui è di scena un logoro siparietto, rabberciato e riesumato direttamente da una stagione precedente in cui il controllo della società faceva perno su istituzioni e dispositivi che sono ad oggi, se non scomparsi, decisamente superati nella funzionalità biopolitica. Intendiamoci, la commedia italiana rientra in uno schema globale di costruzione identitaria, nel conflitto permanente contemporaneo, ma ripropone (distinguendosi solo per la mancanza di originalità) la disumanizzazione e stigmatizzazione degli stereotipi storici del diverso da sè, agendo su vecchie fobie e in nome di dispositivi inattuali come la Famiglia, la Natura, la Normalità, la Localesità (“Veronesità”, nel nostro caso).

Un piano arretrato e astratto, ma non innocuo per la leva che esercita nell’attivare, legittimare e attualizzare pratiche di marginalizzazione e campagne d’odio sui territori, arrivando poi a ricondurle a un disegno strutturato che si fa Norma in nome della “sicurezza”. Il cittadino-vigilante, la bottegaia-luogotenente, l’ecclesiastico-censore sono invitati a prendere parte allo spettacolo: individuando, segnalando, facendo ronde, armandosi… perchè tutto sia vietato, salvo quanto Ë esplicitamente concesso, spiegato e ricondotto a chiare dinamiche di mercato e di potere.

[ Brutti Caratteri ] 22 Marzo, 2008 04:05

venerdì 28 marzo

ore 19.30 metropolis cafè
aperitivo + letture

Vivere altrove. di Susanna Bissoli e Lorenzo Forlati
musiche di Chiara Paganini (flauto), Paolo Marocchio (chitarra, violoncello).


sabato 29 marzo

ore 16.00  spazio maffi_off
inaugurazione esposizione libri + incontro con l’autore.

Emilio Quadrelli interviene
su Gabbie e dispositivi metropolitani. I due volti dell’era globale


ore 19.30 malacarne social club
aperitivo + presentazione

Andrea Plazzi presenta la graphic novel di Will Eisner Fagin l’ebreo (Fandango, 2008)

domenica 30 marzo

ore 12.30  circolo pink
pranzo sociale con cibo securitario

ore 16.00  metropolis cafè
aperitivo ermetico + workshop.

Claudio Calia presenta l'antologia a fumetti
R-esistenze, cronache di ribellione quotidiana (Becco Giallo, Radio Sherwood, 2007).

A seguire workshop con gli autori e live set di disegni e musica.


ore 20.00 malacarne social club
inaugurazione mostra fotografica

Flesh in BO  - Lampi su carne poco rassicurante
di Matteo Montanari


venerdì 4 aprile

ore 18.00  piazza santa toscana

Desecurizzare gli spazi pubblici: letture, falafel dell’amore, accompagnamento musicale


ore 21.30  spazio maffi_off

teatro

Babiloniateatri presenta Made in Italy – versione da camera – (premio Scenario 2007),
di e con Valeria Raimondi e Enrico Castellani

 
sabato 5 aprile

dalle ore 10.00  spazio maffi_off
esposizione libri / case editrici indipendenti

ore 16.00  sala Lodi
convegno pubblico


Paranoid City. Il falso mito della sicurezza
intervengono:
Sandro Chignola, Paranoia e delirio securitario
Salvatore Palidda, Missioni militari e ordine pubblico: la proliferazione degli ibridi
Carla Corso, Lucciole per lanterne: politiche perbeniste e nuovi autoritarismi
Giancarlo Leoni, La paura dello straniero: città chiuse, barriere sociali, ghetti escludenti


ore 21.30  spazio maffi_off
Michelebombatomica in concerto


domenica 6 aprile

dalle ore 15.00  spazio maffi_off
esposizione libri / case editrici indipendenti

ore 18.00  spazio maffi_off
Incontro con gli autori

Identità, disidentità e controllo. Mary Nicotra e Marc Tibaldi presentano
Transazioni (Il dito e la luna, 2006) e Metix Babel Felix (KappaVu, 2007)

[ Brutti Caratteri ] 21 Marzo, 2008 01:47

Will Eisner

Fagin l’ebreo
(Fandango Libri, 2008)

Incontro con Andrea Plazzi

aperitivo, degustazione vini e presentazione
sabato 29 marzo
ore 19.30


Malacarne social club
via san vitale 14/a



Will Eisner (1917-2005) è ritenuto il maestro del fumetto moderno e 
uno dei maggiori autori di tutti i tempi. “Fagin l’ebreo” è il 
suo ultimo libro a uscire in Italia ed è già considerato un 
capolavoro del moderno “romanzo a fumetti”, un uso letterario del 
linguaggio del fumetto di cui Eisner è uno dei maggiori rappresentanti.
La storia di Fagin getta uno sguardo provocatorio sulla povertà, il 
pregiudizio e l’antisemitismo ed è al tempo stesso una riflessione 
sul rapporto dello scrittore con il mondo, su come un’opera 
letteraria possa, nel bene e nel male, contribuire a plasmare la 
realtà e su come una delle caratteristiche più tipiche dello 
stereotipo sia la persistenza. “Fagin l’ebreo”  è 
un’occasione di riflessione storica e culturale, una narrazione per 
immagini forte ed evocativa.
Ne parleremo con Andrea Plazzi, traduttore, saggista e curatore 
dell’edizione italiana.