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16 Giugno, 2008 16:28
Giuliano Bruno: la secessione da un’epoca vile
di Alberto Prunetti
Italia, nordest, febbraio 2007. Giuliano Bruno è un liceale antifascista. Di ritorno da una manifestazione a Treviso viene aggredito e picchiato da un gruppo di Skinheads neofascisti.
Giuliano non esce più di casa, ha paura.
Da quell’episodio passano alcuni giorni, gli amici lo invitano a uscire. Partono in macchina, vanno verso il centro di Treviso, uno di loro scende, va in cerca di un altro compagno. Poi torna e dice a Giuliano: "Non uscire! Stanno arrivando gli Skinheads!" Arrivano. Aprono la porta della macchina. Giuliano è rimasto dentro assieme a un altro ragazzo. Gli chiedono: "Sei Giuliano Bruno?". "Sì, sono io".
Lo colpiscono con violenza in testa. L'amico prova a difenderlo. Gli rompono il naso.
Dopo la seconda aggressione Giuliano lascia la scuola, non vuole più stare nel trevigiano. Comincia a vagabondare per l’Europa. Partecipa alla manifestazione contro il G8 di Haligendamm, in Germania. Torna in Italia, trova alcuni lavori occasionali. Poi riprende a studiare, questa volta a Trieste.
La mattina del 5 maggio 2008 lo trovano a terra, sotto casa sua. Suicida. (Continua)
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05 Giugno, 2008 22:02
SABATO 7 GIUGNO alle ore 17,30 - Corticella Leoni - Per ricordare Nicola
SABATO 7 GIUGNO alle ore 17,30
ci ritroviamo a Corticella Leoni
per ricordare Nicola e continuare a denunciare le tante responsabilità della sua morte
L'Assemblea cittadina
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27 Maggio, 2008 01:02
Assemblea Cittadina - Nuovo incontro venerdì 30 maggio 2008 alle ore 21.00
L'Assemblea Cittadina del 17 maggio
si reincontra presso Sala Lodi - San Giovanni in Valle 13/b (vicino a Piazza Isolo) Verona.
venerdì 30 maggio 2008 alle ore 21.00
Dalla prima assemblea di martedì 13 maggio era emersa la volontà di andare oltre la manifestazione nazionale di sabato 17.
Verona, del resto, non è un caso isolato in Italia: l'omicidio di Nicola, i pogrom contro i Rom a Napoli, i raid nazisti antiimmigrati a
Roma, le aggressioni omofobe.
Nel Paese trova legittimazione un'intollerabile pratica politica razzista e fascista.
Dopo la riuscita della manifestazione ritroviamoci per fare un bilancio, per valutare se e come proseguire il percorso iniziato.
Dopo l'assemblea cittadina ci sposteremo tutte e tutti a Porta Leona per ricordare l'assassinio di Nicola a un mese dall'aggressione.
L'Assemblea cittadina che ha organizzato la manifestazione del 17 maggio 2008
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21 Maggio, 2008 20:51
la scheggia e la trave
Non capiamo, come una certa modalità di "informare" possa continuare a
soffiare sul fuoco di una polemica pretestuosa sviando l'attenzione
dalle domande politiche che una grande manifestazione di più di
diecimila persone poneva alla città, a un singolo fatto avvenuto durante la manifestazione.
Fatto riguardo al quale, tra l'altro, ci vengono attribuiti da alcuni
giornali di oggi commenti mai pronunciati alla conferenza stampa di
ieri, quantomeno dai rappresentanti dell'assemblea cittadina promotrice
della manifestazione.
Certe semplificazioni, certa terminologia e certi inviti
giustizialisti semplicemente non fanno parte del complesso discorso
(con annesso documento - vedi post precedente) presentato da noi all'indomani della
manifestazione.
Il continuo eludere le responsabilità, politiche e culturali, di chi
amministra questa città, concentrandosi su alcune scritte e una vetrina
scheggiata, è il segno della volontà di nascondere la testa sotto la
sabbia un'ennesima volta e lasciare che quanto è successo a Nicola
possa tornare a succedere.
10 mila persone hanno fatto una domanda "politica" alla società e alle istituzioni di questa città.
attendiamo una risposta.
assemblea aperta cittadina 17maggio - Verona
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19 Maggio, 2008 19:00
Comunicato: La Verona che vuole vivere, l'Amministrazione che oltraggia la memoria di un morto.
Sabato
17 maggio in più di diecimila persone (la manifestazione più grande che
la nostra città ricordi negli ultimi decenni) abbiamo attraversato
pacificamente Verona per ricordare Nicola Tommasoli, per denunciare un
assassinio figlio del razzismo contro il “diverso”, dell’incultura
neofascista diffusa tra i giovani della nostra città e fomentata da
gruppi e organizzazioni con cui l’amministrazione cittadina ha e
continua ad avere imbarazzanti e censurabili rapporti. C’è chi si
scaglia contro i mass media per denunciare una presunta “gogna
mediatica” nei confronti di Verona. Cosa dovremmo dire noi, di una
manifestazione con migliaia di persone raccontata dalla stampa solo (o
quasi) per gli episodi del tutto marginali di alcune decine?
Noi,
al contrario, pensiamo che Verona debba continuare a guardarsi allo
specchio e ad interrogarsi seriamente per riconoscere la matrice delle
troppe aggressioni degli ultimi anni, culminate nell’assassinio di
Nicola. Chi ha manifestato ha condiviso la volontà di costruire una
Verona diversa, accogliente, libera, senza paura. Ha visto centinaia di
veronesi senza bandiere aprire il corteo camminando, in un silenzio
carico di dolore e di significato, dietro lo striscione arancio “Nicola
è ognuno di noi”. Ha visto migliaia di persone (associazioni,
movimenti, centri sociali, gruppi antagonisti) gridare slogan contro il
fascismo. Ha visto migliaia di persone, in coda al corteo, manifestare
dietro le insegne dei partiti che hanno voluto essere in piazza. Una
manifestazione costruita dal basso, pubblicamente, con un’assemblea
aperta alla cittadinanza.
Di
fronte a tutto ciò Tosi vede solamente una vetrina rotta, e qualche
scritta. Continua, come sempre, a indicare la pagliuzza senza vedere la
trave, a parlare di panchine invece che di persone, di divieti invece
che di rapporti umani. Di piazze da ripulire invece che di piazze da
vivere e da riempire. Noi non strumentalizziamo nessuno, non
infanghiamo nessuno. Non intendiamo monopolizzare la memoria di
nessuno. Vogliamo solo ribadire che al posto di Nicola poteva esserci
ognuno di noi, e che questo non deve mai più accadere.
Non
solo Tosi, a cui la città dovrebbe chiedere i danni per le continue
dimostrazioni di intolleranza. Anche Bonfante, del PD, forse non si
rende conto della gravità delle sue dichiarazioni. Paragonare una
vetrina rotta all’assassinio di un ragazzo, questo sì che è un atto
irresponsabile, e che infanga la memoria di chi è stato ucciso. Ma a
noi tutto questo interessa poco. Ci interessa raccontare di una città
che per un giorno è stata viva, partecipata e diversa. Dovrebbe esserlo
tutti i giorni.
Passata
solo qualche ora, l'Amministrazione ha risposto ai diecimila
manifestanti e alla città intera rimuovendo tutti i fiori, i biglietti,
i cartelli e i segni di partecipazione che gli amici di Nicola e decine
di cittadini e cittadine hanno portato in queste settimane nel luogo
dell'aggressione, a Porta Leoni. Ora, lì, c'è il vuoto dell'oblio e
della rimozione. Lo sdegno ci impone poche parole: questa non è solo
intolleranza, questa è assenza di pietà per un morto, mancanza di
rispetto e disprezzo per i tanti segni di un lutto pubblico e civile
che rappresenta la parte sana di Verona. Tosi e la sua amministrazione,
con questo atto, dimostrano di non avere la dignità di ricoprire alcun
ruolo pubblico. Vergogna!
L'assemblea cittadina organizzatrice
della manifestazione del 17 maggio 2008