[ Movimenti ] 03 Novembre, 2008 22:04

MARTEDI 04 NOVEMBRE 

Alle 17.00 assembleaGENERALE in vista della mobilitazione del 7 novembre in concomitanza con le iniziative in tutte le scuole e università d'Italia. Ritrovo nell'atrio del Polo Zanotto di fronte all'aula T2. Studentesse e studenti universitari e medi, docenti, genitori.. siete tutti invitati!

assemblea autoconvocata No Legge133 

[ Movimenti ] 30 Ottobre, 2008 01:49

GIOVEDI 30 ottobre TUTT@ mobilitiamoci

corteo cittadino | GELMINI DAY ||  NO LEGGE 133!!

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Lettera aperta a tutta la città.

Generalizziamo lo sciopero!

Riteniamo che in questo momento sia giusto e possibile che le studentesse e gli studenti universitari, mobilitatisi in tutto il Paese, si facciano portavoce della protesta generale per generalizzarla. È necessario infatti estenderla al di fuori dell’università e coinvolgere tutti i soggetti poiché le conseguenze a cui potrebbe portare la “legge 133/08”  e il “decreto Gelmini 137” riguardano tutti noi.
La scuola è alla base della società, e dovrebbe essere totalmente immune da tagli di bilancio. Per questo riteniamo importante sensibilizzare le famiglie e le persone tutte, anche coloro che si sentono distanti dalla protesta perchè ne hanno informazioni solo parziali, creare unità nel movimento e momenti di dialogo e incontro attraverso i quali l’università possa aprirsi alla città e viceversa. Molti atenei e istituti superiori stanno già proponendo lezioni all’aperto, anche a Verona ci stiamo muovendo in tal senso.

I luoghi dell’istruzione devono essere laboratori dove si genera e si sperimenta un libero sapere ed è diritto di tutte e tutti parteciparvi per crescere, lavorare e fare ricerca. Lo studio dovrebbe essere un diritto e un’opportunità di riscatto sociale e culturale. L’intero sistema scolastico rischia invece di essere smantellato e ciò non potrà che danneggiare ulteriormente la nostra società.

Le problematiche che hanno portato a questa situazione sono estremamente complesse, l’università ad esempio è già in crisi da anni. Errori sono stati fatti sul piano didattico, economico e organizzativo. Siamo giunti a dover sostenere troppi esami in poco tempo, in una logica vicina a quella aziendale finalizzata al profitto, che non lascia spazio all’approfondimento reale, rivelandosi deleteria per la nostra formazione umana e professionale. Ora, in questi giorni, molti studenti devono o vogliono seguire le lezioni, in una fase in cui pensiamo sarebbe invece necessario fermarsi a riflettere, per agire e ripensare l’università.

Stiamo lottando per il nostro presente e per il futuro di tutti coloro che a scuola ci andranno. Scioperiamo perché siamo costretti e vogliamo essere attivi in questo frangente, non perché siamo “scioperati”.

Chiediamo a tutte le cittadine e tutti i cittadini, agli insegnanti delle scuole di ogni livello, alle lavoratrici e i lavoratori precari della scuola e non, alle famiglie, agli studenti medi, alle realtà culturali e sociali di Verona di seguirci nel corteo di giovedì 30 ottobre e di farlo senza bandiere di sorta. Riteniamo che il corteo debba partire dall’Università e all’Università tornare, per ribadire che l’Ateneo è e deve rimanere un punto di riferimento per la città, un polo aperto.

L’università e la scuola sono di tutte e tutti.
La cultura è ciò di cui siamo affamati.

Corteo cittadino
“Non pagheremo noi la vostra crisi”.
Giovedì 30 ottobre - Concentramento ore 8.30
di fronte alla biblioteca Frinzi

(a fianco del chiostro S.Francesco - Veronetta)

Siete inoltre tutte e tutti invitati a partecipare all’assemblea pubblica autoconvocata che si terrà all’interno dell’università alla fine del corteo.

Assemblea studentesca autoconvocata  “NO 133”

il percorso del corteo 

[ Movimenti ] 27 Ottobre, 2008 03:26


DOMENICA PIAZZA ZAGATA ORE 10.30
Mercato del baratto e dell’usato (porta e scambia ciò che non usi, ma non vuoi buttare…)

Ciclofficina (porta la tua bici malconcia che assieme la si tira a nuovo)
proposte di consumo critico in attesa della presentazione di un
gruppo popolare d’acquisto
degustazione di prodotti del territorio
aperitivo & pranzetto popolare piasarotto
musica e filmati per una sana digestione….

 
foto:
http://www.flickr.com/photos/skizzonauta/sets/72157608386785152/ 

 

 (Continua)

[ Movimenti ] 21 Ottobre, 2008 16:17

-->AGGIORNAMENTI

Documento dell'Assemblea Studentesca del 23 ottobre 2008

(ricordiamo a tutt@ che Venerdì ore 9.30 PRESIDIO+corteo PRESSO PALAZZO GIULIARI-RETTORATO in Via dell'Artigliere) 

 

 

Ancora una volta (la quarta in una settimana) centinaia di studentesse e studenti dell'Università di Verona si sono riuniti in Assemblea per confrontarsi e discutere sugli ultimi sviluppi relativi alla Legge 133/08.

 

L'Assemblea ha innanzitutto stigmatizzato il comportamento poco corretto del Rettore che di fronte alla banalissima richiesta di una mezza giornata di sospensione della didattica per avere il tempo di organizzare assemblee informative nelle facoltà, risponde convocando in tutta fretta un incontro ufficiale in un giorno, il venerdi, in cui notoriamente molti studenti non sono presenti, senza pubblicizzare minimamente l'evento. Si tratta evidentemente di una farsa.

Non è quello che abbiamo gentilmente chiesto e se il Rettore avesse avuto l'accortezza di ascoltare le nostre ragioni lo saprebbe.

Il punto è che alle studentesse ed agli studenti non interessano conferenze o comizi spacciati come momenti di discussione, ma al contrario, la possibilità di auto-organizzare l'informazione e la discussione riguardo alla riforma nelle diverse facoltà, nelle aule didattiche, tra quelle persone che concretamente vivono i problemi universitari tutti i giorni: studentesse/studenti, docenti, ricercatrici/ricercatori, dottorandi e personale A.T.A.

Le nostre richieste rimangono le stesse: una netta presa di posizione degli organi collegiali dell'ateneo e delle varie facoltà nei confronti della legge 133/08 e una giornata di sospensione della didattica da effettuare entro la prossima settimana per aprire veri momenti di confronto e discussione.

 

L'Assemblea esprime inoltre profonda inquietudine per le parole del Presidente del Consiglio che ha minacciato di inviare le forze dell'ordine a contrastare le legittime manifestazioni studentesche, ed esprime massima solidarietà a quelle studentesse e a quegli studenti e a tutti i cittadini e cittadine che in questi giorni hanno subito una violenta repressione. Siamo vicini al Preside di Scienze Prof. Giacobazzi e a tutti gli operatori della pubblica istruzione che si stanno mobilitando contro un provvedimento che minaccia il futuro della scuola pubblica.

 

Per ribadire tutto questo ci troveremo Venerdi 24 ottobre 2008 alle ore 9.33 davanti all'ingresso di Palazzo Giuliari per poi spostarci successivamente davanti all'ingresso del Polo Zanotto. Saremo in tanti, colorati, assolutamente pacifici ma determinati a far sentire le nostre opinioni.

 

Le nostre iniziative continueranno.

Non pagheremo noi la vostra crisi 

 

Studentesse e Studenti dell'Università

uniti in assemblea

 

 

Anche all'Università di Verona si susseguono le iniziative NoGelmini.
Il presidio permanente, i volantinaggi e le assemblee di questi giorni sfoceranno Venerdì mattina in un presidio davanti al rettorato per chiedere che il senato accademico si pronunci chiaramente contro la legge 133, contro la dismissione dell'università pubblica, e decreti il blocco della didattica.

Tutte le informazioni sul blog del collettivo studentesco: http://studiareconlentezza.noblogs.org

APPUNTAMENTI:

Giovedì 23 ottobre

Ore 15.00 assemblea generale degli studenti nel chiostro di Lettere e Filosofia.

venerdì 24 ottobre|

PRESIDIO PRESSO PALAZZO GIULIARI-RETTORATO
in Via dell'Artigliere (Veronetta)
dalle ore 9.30 in poi in concomitanza del senato accademico:

Blocco della didattica subito!

per informazioni sulla contestazione a livello nazionale:

http://133.anche.no

http://www.uniriot.org 

non pagheremo noi la vostra crisi

[ Movimenti ] 29 Settembre, 2008 16:17

-->I CRITERI DELL'A.G.E.C.


Negli ultimi anni movimenti e associazioni, cittadini cittadine hanno affrontato dal basso la sempre più drammatica emergenza casa: Abbiamo raccontato la svendita dei patrimonio a.g.e.c. e a.t.e.r. abbiamo denunciato le troppe e intollerabili case sfitte (pubbliche e private), il rischio della speculazione edilizia, prezzi inaccessibili nel mercato privato della casa alle fasce più deboli (migranti, pensionati, precari, studenti...)

Siamo stati al fianco degli sfrattati nei momenti più difficili dove i servizi sociali del comune erano inesistenti e incapaci di trovare soluzioni adeguate.

Oggi raccontiamo un'altra storia di ordinaria tragedia metropolitana, Antonio ha compiuto da poco 50 anni è invalido al 57%, lavoratore in nero, sotto sfratto per finita locazione non per morosità.

Un anno e mezzo fa ha fatto richiesta per un monolocale all' a.g.e.c., non un regalo ma un servizio di cui ha dato garanzia di poter pagare un canone accettabile (100/ 150 euro mensili)

Gli è stato chiesto di aspettare sino al compimento dei 50 anni, gli è stato chiesto di fornire le garanzie per il pagamento dell'affitto mensile, da mesi possiede e detiene tutti i requisiti, da mesi aspetta una risposta che arriverà.

La risposta arriverà il giorno prima del suo sfratto esecutivo (Il 30 settembre)gli è stato preventivato che la risposta sarà negativa, pur avendo i requisiti, pur essendo in attesa da un anno e mezzo di una possibile soluzione positiva perchè ci sono molte persone che hanno condizioni peggiori della sua e che hanno diritto di precedenza.


Quanti avranno la fortuna in questa sessione di assegnazioni di avere una casa, un tetto, un alloggio?


Qual'è la reale offerta? Chi la garantisce? E con quale trasparenza?


Cosa consigliano di fare le istituzioni alla persona che si trovano negare una casa?


Chi crede veramente che una persona di 50 anni con un lavoro in nero possa accedere al mercato privato della casa?


Suggeriranno la soluzione del famoso "posto letto" al Camploy?


Servizi sociali, a.g.e.c., e assessorati competenti (Bertacco in prima persona aveva preso l'impegno di assicurare una relazione tra comune e ufficiali giudiziari in occasione di sfratti esecutivi) pur conoscendo da mesi la situazione sono rimasti a palazzo a guardare dalla finestra, consegnando la persona a se stessa.


L' emergenza casa è una realtà sempre più drammatica e attuale nella città, la lotta tra poveri e cittadini veronesi doc/ migranti è uno specchietto per le all'odole utilizzato per spostare il vero problema: lo smantellamento di quella parte di stato sociale che pertiene all'offerta di edilizia pubblica popolare e sociale.


Perché le case ci sono per tutti, ma troppe rimangono sfitte, le pubbliche per far quadrare i conti dell’Agec e dell’Ater, le private per inseguire i facili guadagni dell’imperante speculazione edilizia. Oggi siamo qui perché alle parole seguano i fatti: il blocco immediato dello sfratto e una soluzione abitativa concordata (alloggio Agec) in tempi brevi.

Oggi siamo qui per rivendicare un diritto fondamentale ed inalienabile,un tetto x tutti.

Le politiche sociali sono le vere politiche securitarie!!!


Alcuni abitant* spazientit*

 

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