[ Movimenti ] 17 Aprile, 2008 09:48
LIBERA… RESISTENTE… LAICA… INDIGNATA...

 

Orgogliosamente antifascista...
 

noi la giornata del 25 aprile la viviamo così…

LIBERA dalle paure e dalle paranoie che nascono dalle ossessioni identitarie, denominatore comune dei vecchi e nuovi fascismi, delle esasperazioni nazionaliste e localiste, della xenofobia e del razzismo. Chiusure culturali che alimentano il “falso mito della sicurezza”, il virus dei “sindaci sceriffo” (di destra e di sinistra), la filosofia della caccia al diverso, del “capro espiatorio” e della “guerra del povero contro il povero”, in un crescendo caotico che copre le responsabilità e difende gli interessi di chi rende veramente insicure le nostre vite.

LIBERA dalle nuove servitù del lavoro, che il mercato pretende flessibile, genuflesso e accondiscendente; da un lavoro che si appropria di ogni tempo e spazio della nostra esistenza, che precarizza la vita e che considera effetto collaterale del profitto lo stesso rischio di morire.


LIBERA
di muoversi, di abitare, di partecipare, di rivendicare, di rompere le gabbie e di attraversare i “confini” entro i quali l’assioma liberismo-nazionalismo vorrebbe costretti i corpi dei migranti


LIBERA
dalla repressione come risposta isterica, come strumento “democratico” di contrasto alle lotte sociali, sindacali, ambientali, che si diffondono a macchia d’olio nel nostro paese.


LIBERA
dalle nuove guerre umanitarie permanenti preventive “esportatrici di democrazia”.


RESISTENTE
al revisionismo strisciante, alla militarizzazione del 25 aprile, alla sua “mummificazione”, perché la storia si ri-legge non si ri-scrive, perché la liberazione e i suoi valori sono tra i pochi argini alla deriva del presente, perché la vogliamo attuale, capace di “armarsi” per cambiare e costruire.
 

LAICA, libera e resistente all’aggressione medievale dei nuovi integralismi e fanatismi contro il corpo delle donne, contro gay, lesbiche e transessuali, contro la pluralità delle “forme di vita”  e i diritti conquistati sino ad oggi.

Venerdì 25 Aprile
·

Ore 9, piazza Brà UN FISCHIO DI LIBERAZIONE
Per “rianimare” il corpo stanco e malato delle commemorazioni ufficiali “liberiamole” dalla retorica con i nostri corpi e “salviamole” dal pericolo di essere definitivamente seppellite dalla presenza dei nuovi razzisti e fascisti. Con una respirazione “bocca e fischio” cancelliamo la vergogna di chi ha sfilato con loro.

Ore 15 stazione porta nuova CORTEO NAZIONALE MIGRANTI
Fermiamo i sindaci sceriffo, libertà di movimento senza confini, prendiamoci i diritti

Ore 18 piazza Brà “Uccisi dalla Barbarie, sepolti dal Silenzio”
 
Iniziativa per ricordare tutte le vittime dimenticate dei
campi di concentramento: ebrei,  ‘zingari’, omosessuali,lesbiche, trans, “asociali, “malati di mente”, disabili, dissidenti, comunisti, anarchici, mendicanti, emigranti, testimoni di Geova.
   
 
Sabato 26 aprile
ore 18.30 –23.00 presso Circolo Pink - "Donne sotto il fascismo: deportate, lesbiche, partigiane" 
Presentazione di libri e filmati e di una Mostra fotografica sulle donne deportate: “Le SS ci guardavano: per loro eravamo come degli scarafaggi”
 

La giornata della LIBERAZIONE
oggi è la giornata dell’INDIGNAZIONE

perché la nostra indignazione non è animata dall’odio è una passione che ci muove verso l’altro quando vediamo e condividiamo ogni ingiustizia,
perché il noi facciamo parte di un altro mondo…..quello che immaginavano i partigiani 

Promuovono: csoa lachimica, Circolo Pink ,Metropolis cafè

[ Movimenti ] 25 Febbraio, 2008 16:09
Un gruppo di donne che si riconosce nei principi di laicità, autodeterminazione e difesa della libertà individuale, si è incontrato e ha scritto questo appello per la venuta del Cardinale Ruini a Verona la prossima settimana. Ti chiedono di sottoscriverlo e di essere presente martedì 26 febbraio alle 19,30 di fronte alla Società Letteraria (piazza Bra in fondo a via Mazzini).

DIFENDIAMO LE NOSTRE VITE
Martedì 26 febbraio nella sala della Gran Guardia si svolgerà un convegno sulla figura di Gesù di Nazareth. Ospite d’onore il cardinale Camillo Ruini che terrà la lectio magistralis.
In apparenza un incontro teologico ma in una prestigiosa sala pubblica (concessa gratuitamente) e con un personaggio come Ruini. Niente di più facile che il tutto si trasformi in un evento politico, palcoscenico ideale per qualche nuova esternazione  del cardinale.
Camillo Ruini è infatti uno dei più convinti sostenitori della necessità dell’ingerenza della chiesa nella vita politica e sociale italiana e non ha mai perso occasione per mettere in pratica tale teoria, dalle crociate contro i pacs e contro i diritti delle coppie omosessuali a quella contro il referendum sulla procreazione assistita, dal rifiuto del diritto ad una morte dignitosa alla rivendicazione dell’identità culturale cristiana da contrapporre all’invasione islamica, agli strumentali attacchi contro la 194.
Per ultima la campagna di Giuliano Ferrara per la moratoria sull’aborto, che provocatoriamente equipara l’interruzione di gravidanza alla pena di morte e le donne ad assassine, ha trovato in Camillo Ruini un convinto sostenitore.
Per tutto questo non riteniamo di dover accettare in silenzio la presenza di Ruini nella nostra città.
Siamo stanche di questa chiesa crudele e intollerante che pretende di decidere al nostro posto nei momenti più delicati e intimi della nostra vita come scegliere se avere o non avere un figlio o affrontare la ricerca di una maternità quando questa è difficile e costringe a cure, tentativi e fallimenti.  Una chiesa che disprezza le donne e sembra considerare il nostro corpo un semplice contenitore che deve preservare la Vita a qualunque costo, anche a scapito della nostra.
Pensiamo che le posizioni di Ruini e delle gerarchie ecclesiastiche alimentino un clima dove diventa possibile un episodio agghiacciante come quello di Napoli, utile per offrire all’opinione pubblica la nuova figura della madre assassina, della madre “feticida”.
E riteniamo inaccettabile che niente si dica invece della vita reale delle donne, che non si parli della violenza contro le donne, della violenza dei nostri mariti, fidanzati, padri e fratelli dentro famiglie e rapporti “normali” che ci uccide più di qualunque malattia; che non si parli del peso e della fatica del lavoro che per le donne è sempre il più precario, il meno pagato, il meno gratificante anche quando siamo le più brave, le più intelligenti, le più studiose; che niente si dica della solitudine terrificante, dell’isolamento di tante donne nelle loro case a occuparsi senza alcun sostegno di bambini, mariti, anziani e malati, condannate a sostituire tutto quello che nella società non c’è più.
Questa è la vita delle donne, queste sono le nostre vite.
Noi vogliamo difendere le singole vite di tutte e tutti fatte di corpi, desideri e sogni, smarrimenti e fragilità e non l’astratta Vita su cui si vuole esercitare un potere e un controllo assoluti.
Non ci interessa la Famiglia ma le tante e diverse famiglie, i tanti e diversi modi che donne e uomini hanno di mettere insieme affetti e bisogni.
Questo vogliamo ricordare a Ruini e ai suoi interessati sostenitori. Non potranno mai ridurre le tante cose che siamo e vogliamo essere alle loro astratte e violente ossessioni. Per questo vorremmo essere in tante martedì sera in piazza Bra all’esterno della Gran Guardia. Una presenza aperta al contributo di tutte e di tutti.

Adesioni:
Le donne della Chimica, del Circolo Pink, del Metropolis Café, di Sinistra Critica, Fuxia Block-Collettivo Scienze Politiche Padova,Arcigay Pianeta Urano Verona, Arcilesbica Verona, Facciamo Breccia, Drasticamente Padova, Coord. Transessuale naz.”Silvia Riviera”, Transgender Pink Verona, Anna Maria Bruni, Miria Pericolosi, Lia Arrigoni, Raffaello Della Penna-Milano, Saverio Aversa- diritti e culture delle differenze PRC Sinistra Arcobaleno, Liliana Salvatori, Collettivo femminista e lesbico VengoPrima Venezia, Donata Gottardi deputata Parlamento europeo, Centro sociale Magazzino 47 Brescia, Collettivo 40tette Brescia

[ Movimenti ] 22 Febbraio, 2008 00:56

Il servizio di Telearena sul blocco dello sfratto....

 



Vogliamo tutto...e soprattutto un tetto.
[ Movimenti ] 22 Febbraio, 2008 00:50
Vogliamo tutto... e soprattutto un tetto!!!

16 gennaio, Golosine, Aghinien,stradino, una moglie e quattro figli.
 Da anni in un appartamento fatiscente alla modica cifra di 750 euro al mese. Ingiunzione di fatto per una morosità contestata dagli inquilini. In attesa dell'agognata casa Agec che è stata assegnata ma ancora in fase di ristrutturazione. I servizi sociali propongono dormitori separati, padre da una parte, madre e figli dall'altra. Intervento del prefetto in extremis: 4 giorni di proroga. La famiglia, con l'appoggio degli attivisti, otterrà garanzie sull'assegnazione Agec. Nel frattempouna cercherà soluzione provvisoria.

05 febbraio, Golosine, Hassane, operaio, una moglie e due bambine. Ingiunzione di sfratto per morosità  Da anni nella stessa casa ha sempre pagato l'affitto e non ha mai creato problemi. In passato ha pagato parte del suo debito in nero ed oggi intenzionato a saldare l'ammontare (reale) della cifra. Ha chiesto invano un sostegno economico ai servizi sociali per coprire la morosità restante. Un mese di proroga.

07 febbraio, Poiano, Hamza,operaio edile al momento in attesa di lavoro,da otto anni nella stessa casa da lui stesso risistemata, sfrattato per fine locazione. Ottenuta la proroga di 3 mesi. L'unica soluzione proposta dai servizi sociali: dormitorio.

Martedi19 febbraio verrà notificato lo sfratto ad una persona, ad un “italiano doc”, non per morosità, ma per fine locazione. Una persona di 49 anni, invalido civile sul lavoro del 50 % che sopravvive come tanti di noi senza un contratto di lavoro in regola, dunque lavoratore in nero, dunque precario.
Non per morosità,ma per fine locazione.
Una persona che non può nemmeno pensare di rivolgersi ad un agenzia immobiliare, che non prenderebbe nemmeno in considerazione la sua richiesta.
Una persona che si è rivolta all’Agec.
La risposta è stata che il regolamento per l’assegnazione degli alloggi pubblici è stato modificato l’autunno scorso dalla nuova amministrazione. Accanto a celebri modifiche come la norma razzista che pretende la residenza da 10 anni, ha scoperto che per ottenere un alloggio il requisito minimo di invalidità è del 75% nonché il compimento del 50esimo anno d’età
Da una casa ad una strada.
Ulteriore dimostrazione che il dramma dello sfratto, l’emergenza abitativa colpisce italiani e stranieri, pensionati come studenti, precari studenti e lavoratori. Ogni giorno a Verona vengono eseguiti 2 sfratti per un totale di 60 al mese nel quasi totale silenzio dei media, nella totale indifferenza di questa amministrazione, la stessa che aveva dichiarato per bocca dell’assessore Bertacco, che sarebbe intervenuta su segnalazione, se preavvisata, in ognuna delle emergenze.
Un gruppo di attivisti della rete per il diritto alla casa hanno rotto il silenzio. Hanno ingenuamente(?) preso sul serio le parole dell’assessore, segnalando in anticipo tutte le emergenze intercettate. Hanno svolto attivamente e praticamente la funzione di un agenzia per la casa informando,mediando, proponendo soluzioni praticabili, alternative alle sterili soluzioni assistenzialiste (il dormitorio pubblico….) di cui si è fatta vanto la precedente amministrazione e sulle quali sembra stia ripiegando anche quella attuale.
Perché molte di queste persone possono pagare un affitto equo e ragionevole senza gravare sulle spalle di nessuno. Perché le case ci sono per tutti, ma troppe rimangono sfitte, le pubbliche per far quadrare i conti dell’Agec e dell’Ater, le private per inseguire i facili guadagni dell’imperante speculazione edilizia. Oggi siamo qui perché alle parole seguano i fatti: il blocco immediato dello sfratto e una soluzione abitativa concordata (alloggio Agec) in tempi brevi.
Oggi siamo qui per rivendicare un diritto fondamentale ed inalienabile,un tetto x tutti.
Le politiche sociali sono le vere politiche securitarie!!!

cittadin* spazientit*
[ Movimenti ] 08 Febbraio, 2008 18:45

Tosi non faccia finta di non capire: la chiusura delle vie di Basso Acquar non è un’ordinanza antiprostituzione e lui lo sa. Non esiste prostituzione nella maggior parte delle vie in cui è scattata la sua ordinanza, ma solo transito e incontro di persone omosessuali. Di più, se il problema fosse la prostituzione, Tosi non avrebbe che da far applicare l’ordinanza già valida su tutto il territorio cittadino fin dallo scorso luglio: il Sindaco sta forse dicendo che quell’ordinanza è già diventata pura aria fritta? Nella foga ipertrofica delle ordinanze repressive, Tosi non si è nemmeno reso conto che la chiusura serale di certe vie andava a danneggiare alcuni esercizi pubblici, tanto da tornare parzialmente sui suoi passi: quali cittadini ha ascoltato quindi esattamente?
 (Continua)