[ Movimenti ] 14 Novembre, 2007 02:48

17 .novembre .2007

TUTT@ A GENOVA

siamo tutte/i Via Tolemaide

 

Tornare a Genova si rende necessario... 

Se il processo per l’omicidio di Carlo Giuliani si è concluso con un’archiviazione e se i vari procedimenti relativi alle violenze poliziesche marciano serenamente verso la prescrizione è invece in questo tribunale che si gioca la verità storica su quelle giornate e su una stagione di conflitto sociale che lì ha le proprie radici e che è ancora lontana dall’esaurirsi. Dopo mesi di sonnolenta disamina del materiale accusatorio e di apparente equidistanza è infatti solo nelle ultime settimane che l’accusa ha svelato il proprio disegno di falsificazione, introducendo il tema della premeditazione: quella manciata di manifestanti, e nello specifico lo spezzone della disobbedienza, sono venuti a Genova a cercare lo scontro. Semplice.

Noi - quelli che c’erano e quelli che non c’erano - sappiamo che non è così.

Sappiamo che l’annunciata violazione della zona rossa si faceva forte solo di strumenti difensivi. Sappiamo che è stato necessario utilizzarli tutti e inventarsene altri sul campo per difendersi dalla violenza omicida di quattro corpi di polizia impegnati in pratiche di guerra interna: è in ragione di questa determinazione a proteggere se stessi e gli altri che un solo cadavere è stato lasciato sull’asfalto. In questa pratica si è formalizzato un diritto di resistenza che abbiamo riconosciuto come paradigma in altre lotte dell’occidente. In questa pratica si è sedimentato e continua a sedimentarsi consenso.


È contro questo consenso che si sta esercitando oggi l’azione penale. A Genova come a Cosenza, a Roma, Bologna e in tutti gli altri luoghi dove conflitto significa dinamica attiva di messa in gioco dei propri corpi. Ciò che è accaduto all’incrocio tra Via Tolemaide e Corso Torino lo sappiamo, lo abbiamo vissuto e ce lo hanno mostrato, da subito, immagini di ogni provenienza. Abbiamo sentito le registrazioni radio delle direttive dell’ordine pubblico e continuiamo da anni a chiedere che venga fatta luce sulla composizione della catena di comando per sapere a quale anello obbediva il battaglione dei carabinieri Tuscania mentre aggrediva a freddo il nostro spezzone, visto che è certificato che non obbediva alla centrale operativa.

Continueremo a farlo anche se non sarà questo processo a dircelo. Ciò non di meno questo processo ci riguarda tutti. Perché la riscrittura dei fatti e delle ragioni proposta dall’accusa non è accettabile e non si rivolge solo agli imputati. Perché l’incredibile pretesa di più di due secoli di carcerazione poggia su reati che, dopo Genova, sono stati sistematicamente contestati in numerosissime occasioni di conflitto, con particolare riferimento alle azioni contro i CPT. È un messaggio lanciato a tutte le aggregazioni in lotta, da chi ferma treni in Val di Susa a chi blocca discariche in Campania, passando per aeroporti di guerra in Veneto e lager per migranti da Gradisca a Lampedusa.

Tornare a Genova, in tanti, per quella fase cruciale del dibattimento che sarà l’elaborazione della sentenza. Come strumento di tutela del destino processuale di chi ha dato concretezza a un sentire collettivo, della definizione della verità storica prima che processuale, del patrimonio di determinazione che le sue strade e le sue piazze hanno consegnato al nostro futuro.

Per Carlo, per noi, per il nostro futuro.
Sabato 17 novembre alle ore 14.30 dalla Comunità di San Benedetto al Porto, Marina di Genova. La manifestazione si concluderà con un happening musicale in Piazza De Ferrari, il luogo dove il G8 ha tenuto il suo vertice insaguinato di allora.

 

 

per orario treni da Verona nei prossimi giorni maggiori info

Liberitutti.

[ Eventi ] 07 Novembre, 2007 23:05
Le associazioni dei parenti delle vittime delle esternalizzazioni organizzano per il 9/11 il CALL STRIKE in solidarietà delle lavoratrici e dei lavoratori Wind e Vodafone. E noi aderiamo...
 
 
Mentre le aziende dichiarano di perseguire il "Core Business" dimostrando che solo i profitti stanno loro a cuore, centinaia di lavoratori vengono esternalizzati. Ai dirigenti le stock options, ai dipendenti lo stesso lavoro altrove e precarizzato.

   

Le associazioni dei parenti delle vittime delle esternalizzazioni lanciano un appello affinché tutta la cittadinanza faccia sentire il proprio sdegno.
Se i gestori telefonici si ostinano nella loro diabolica volontà d'esternalizzare mandiamo un segnale forte e chiaro:

 
Partecipiamo al Call Strike in solidarietà con le

lavoratrici e i lavoratori Wind e Vodafone

venerdì 9 novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00

contatta i numeri 190 e 800227755 per Vodafone,

il 156 e il 159 per Wind

 
Aguzziamo le orecchie, alziamo le cornette, agitiamo i cellulari, intasiamo le linee.

 http://directstrike.noblogs.org/ 

[ Movimenti ] 07 Novembre, 2007 22:01
[ Movimenti ] 10 Ottobre, 2007 23:54

Questo è l’appello di Supporto legale, rete di avvocati che segue i processi di Genova, Cosenza, Napoli e Milano, apparo su "il manifesto" all’indomani della requisitoria del pm Canciani al processo in corso, a Genova, contro 25 manifestanti nei cortei del G8 di Genova, accusati di devastazione e saccheggio.

«La storia siamo noi» non è uno slogan. E’ un approccio preciso; da un lato la storia sociale, dall’altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ho fatto con l’istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario. Ma dal giorno in cui è iniziata la requisitoria dei pm Andrea Canciani e Anna Canepa (Md), la storia la scrive qualcun altro. E pare che le 300mila persone che hanno cantato quella canzone sei anni fa non si accorgano di nulla.
In questi giorni la verve accusatoria attacca frontalmente la nostra memoria collettiva. I pm non si sono risparmiati: hanno biasimato le violenze delle forze dell’ordine; la gestione dell’ordine pubblico paragonato a una guerra tra bande, la partigianeria di testimoni inqualificabili e come rappresentanti dello Stato. Hanno però voluto porre un limite alle accuse e a un processo che si deve occupare solo delle devastazioni dei manifestanti; tutto il resto non può essere usato davanti alla Corte.
Allora non si può parlare delle spranghe di ferro usate dai carabinieri nella carica di via Tolemaide, perché non hanno avuto alcun effetto di retto sulle devastazioni dei manifestanti; non si può parlare di via Alimonda, un fatto tragico ma già archiviato; non si può dubitare che le centinaia di lacrimogeni sparati sul lungomare non abbiano mai raggiunto il corteo, ma solo la piazza
antistante lo schieramento di polizia; non si può non notare che in via Tolemaide ci siano stati solo 100 secondi di corpo a corpo e che, quindi, le cariche non siano state così violente; non si può non notare che, in fondo, il blindato abbia caricato ad alta velocità i manifestanti solo due o tre volte.
Quindi, poco da lamentarsi.
In pratica, la rabbia di tutti noi in quei giorni per le sopraffazioni vigliacche che aggredivano chi non poteva difendersi, che esprimevano il monopolio più vecchio del mondo, quello dell’uso della forza pubblica, dobbiamo dimenticarla, perché conta poco, mentre si giustificano le forze dell’ordine e chi le comandava. Allora la carica di via Tolemaide si comprende bene.
Cos’altro avrebbe dovuto fare la polizia? Allora quella di Placanica è legittima difesa, mentre quella di tutti coloro che si sono ribellati al G8 no.

Forse anche i pm avrebbero dovuto essere in strada per capire cosa è stata Genova. «Non si può parlare della Diaz», affermano.
 Contemporaneamente offrono agli avvocati degli alti gradi della polizia un assist, sotto forma di affermazioni non provate e dossier già noti, che non cambiano nulla,
ma che risultano ampiamente suggestivi per i media. Condannano l’operato della polizia nella scuola, ma si dimenticano di ricordare che fu proprio la dottoressa Canepa a essere «interpellata» quella notte dai dirigenti poi imputati per il massacro.
Ai pm «non piacciono i cattivi maestri», ma forse dai loro «buoni maestri» dovrebbero apprendere anche che non si può pensare di giocare al gioco della politica senza sporcarsi le mani. 300mila persone–bianche, pink, black, disobbediénti, migranti, pacifisti, autonomi–lo hanno fatto sei anni fa, senza paura.
 
Se la storia siamo noi, se la memoria non è un souvenir da quattro soldi ma un prezioso ingranaggio collettivo, queste stesse persone dovrebbero correre a Genova e far sentire la propria voce in un processo che si è abituato a risolversi come una cosa «per i soli addetti ai lavori». «Addetti ai lavori» come i 25 imputati-capri espiatori sui quali si vorrebbero scaricare tutte le responsabilità di quello che fu Genova, la cui condanna sarebbe utilìssima per chiudere ì conti che tutti sono ansiosi da sempre di chiudere, o rimuovere. La storia non è una questione per addetti ai lavori di un’aula di tribunale. La storia siamo noi.

 

 

http://www.supportolegale.org

[ Fornelli Ribelli ] 08 Ottobre, 2007 15:59
Finalmente nomade torna la trattoria popolare di cui avete sentito la mancanza.

Cosa succede in città? ci chiediamo

C'è qualcosa, qualcosa  che non và! cantava un amico.

Imbrigliati, anche mentalmente, dal nostro nomadismo abbiamo quindi  trasformato la fu Trattoria Popolare in qualcosa di più consono alla nostra nuova forma.

Ci vogliamo complimentare con la giunta Total-Tosi  che  ha finalmente  deciso di aiutarci nella nostra nuova impresa rendendo la città più adeguata ai Fornelli Ribelli decretando una città a misura di auto.

Siamo quindi molto felici dell'installazione di altre 10 telecamere che, oltre a dare un tocco fashion  alla nostra amata città,
saranno di grande aiuto per fermare 2 preoccupanti fenomeni:

_l'importazione di rifiuti nel nostro comune da parte di quei bastardi nullafacenti di Vestenanova che non c'hanno voglia di fare la raccolta differenziata.
_gli immigrati che non pagano la benzina ai distributori.



E quindi brindando all'installazione in centro di colonnine SOS, ci permettiamo di rilanciare e di proporci come il primo

Autogrill Ribelle
 (chè se tra una richiesta di aiuto e una chiamata all'ACI avete bisogno di un ristoro...)


Risotto ai porri "Camogli"

Grigliata mista "Poldo"

Pomodori alla brace
"Positano"

Scaloppine di seitan al vino bianco "Bufalino"

Verdure Miste "Rustichella"


Quindi se "te ghe fame, sè o te scapa da..." vieni

VENERDì 5 ottobre ore 20 ai Fornelli Ribelli
c/o L'isola che non c'era, via galliano Verona.


A seguire Musica, Birra Chiara e Seven Up come in ogni piccolo autogrill.

E se c'è troppo PM10?
Tranquilli!
Sboarina laverà le strade per voi!