[ Generale ] 04 Ottobre, 2007 15:38


Il sindaco mostrò sconcerto e sbalordimento. Tuttavia si tenne calmo, come era suo costume. «Se ci togliete anche la pena di morte, dove vanno a finire le autonomie locali?»
Il ministro sollevò un sopracciglio. «Sa meglio di me che quella sanzione non è concessa. Né dalla Costituzione, né dalle vigenti leggi.»
Questa volta il Buddista, così chiamato per la proverbiale impassibilità, non poté non alterarsi un poco. «Mi prende per stupido? Sto parlando non di esecuzioni sommarie, ma di morte per fame! L’ho applicata mille volte e non avete obiettato nulla!»
«Quando mai l’avete applicata?» domandò il ministro, sempre più frastornato.
«E’ inutile che gliele enumeri. Sgomberi ripetuti di rumeni che avevano costruito sozze baracche sulla riva di un fiume. Multe salatissime a lavavetri. Foglio di via a extracomunitari.»
«Non sono condanne a morte!»
«In pratica sì.» Il sindaco gonfiò il petto. «Li abbiamo lasciati per strada, senza nessuna assistenza. L’inverno si incaricherà di sopprimerli.»
Il ministro non era convinto. «Una cosa sono le circostanze ambientali, altra un’esplicita licenza di uccidere rilasciata ai vigili urbani.»
Il Buddista fissò l’interlocutore con la tipica ironia del suo sguardo. «Vuole essere tanto cortese da spiegarmi la differenza?»
Il ministro, spazientito, sbottò: «Insomma, cosa pretende ancora? Ha già avuto gli spray al pepe per i vigili. Che devo dirle? Metta più pepe!»
«Metta più...» Il Buddista stava per esplodere, ma un’idea lo colpì. «Signor ministro, il pepe posso applicarlo come voglio?»
«Cosa intende dire?»
«E’ necessario lo spray o posso ricorrere ad altri modi di... impepamento?»
Il ministro non ne poteva più. «Spruzzi il pepe come vuole. E anche il sale, l’olio, l’aceto. Poi cuocia gli extracomunitari e se li mangi.»
«Me lo mette per iscritto?»
«Che può mangiare gli extracomunitari?» Il ministro era sbalordito.
«No, che posso distribuire il pepe a mio modo.»
«Ma certo. Adesso le scrivo due righe, poi mi farà il piacere di togliersi dai piedi.»
 (Continua)
[ Generale ] 19 Settembre, 2007 15:52

L’aver appreso dai media cittadini dell’operazione repressiva che la giunta ha intenzione d’intraprendere nei nostri confronti, conferma e rafforza alcune nostre convinzioni e ci aggiorna su alcune interessanti novità.

L’aggressione politica allo spazio sociale della chimica è per il sindaco l’inizio di un’operazione mediatico/poliziesca volta a cancellare ogni forma di opposizione, ogni voce critica, ogni presenza scomoda.

L’assessore DiDio ha affermato:”se questa città non vi piace andatevene!”.

In questa frase tutta la filosofia di una Democrazia intesa come maggioranza che vorrebbe cancellare politicamente e forse anche fisicamente ogni forma di minoranza. Per la precisione ad accogliere il Sindaco e DiDio c'erano sette persone, noi l'anno scorso contro lo sgombero della chimica abbiamo raccolto più di duemila firme, tra cui molti residenti del quartiere e un assessore.

La gravissima provocazione del sindaco che si reca ridendo ad assistere alla demolizione di uno spazio che odia, mancando del seppur minimo rispetto per il "nemico" con l’intento dichiarato di provocare, è stata a tutti gli effetti una trappola.

Ne è seguita una contestazione rabbiosa e dolorosa ma legittima che viene descritta come aggressione condita di minacce. Quindi illegale. Quindi penalmente perseguibile. Violenza e non violenza: come un uovo o come le squadracce fasciste che picchiano, accoltellano, bruciano, che mai vengono condannate, che spesso vengono incitate e protette da alcuni “illustri” esponenti di palazzo Barbieri.

Legalità e illegalità

Come quando il sindaco si recava fuori dal campo rom, con una marcia non autorizzata a insultare e minacciare donne e bambini con epiteti particolarmente coloriti.

Altra conferma: il consiglio comunale giovedì si apre con una comunicazione sull’aggressione del sindaco e palazzo barbieri viene blindato dalle forze dell'ordine per impedire che gli oggetti stessi del discorso siano presenti.

Altra trappola.

REPRIMERE, CRIMINALIZZARE, CANCELLARE sono ad oggi i moventi incontestabili dello sgombero della chimica alla faccia della piccante ironia del signor T. che ci ha salvati dall'amianto.

L’ex sindaco Zanotto ed una buona parte dell' exmaggioranza ci mandano a dire che è giusto e legittimo l’operato di tosi ivi compreso un grottesco indennizzo che dovremmo pagare per le utenze (quali?) per i danni (?) per l’utilizzo di uno spazio senza un affitto concordato.

Pusillanimi e ipocriti o schizofrenici e smemorati?

Utenze e affitto in comodato sono le esatte richieste che abbiamo fatto il giorno stesso del nostro ingresso nelle scuole perini, per emergere dallo stato di precarietà (per voi illegalità)in cui versiamo da troppo tempo:
i contatti con la precedente amministrazione sono stati numerosi: sorrisi, complimenti e tante promesse. Per tenerci tranquilli (a loro avviso) evidentemente quando eravamo utili a qualche strampalato equilibrio di palazzo.

Ora nel folle inseguimento del Tosi Style si dicono bugie si stigmatizza si condanna.

Per questo motivo abbiamo intenzione di chiedere un indennizzo ed un risarcimento alla vecchia amministazione per i lavori di recupero e mantenimento dell'area che abbiamo gestito e aperto alla cittadinanza in tre anni. Un'area che per dieci anni non è mai interessata a nessuno e che stranamente è diventata preziosa il giorno stesso in cui noi l'abbiamo riscoperta.

Per ovvi motivi signor Tosi e signor Zanotto continueremo ad essere la vostra spina nel fianco con o senza il vostro permesso.

Per ovvi motivi in questi giorni parteciperemo ai lavori "di un'altro comune",quello istituito dalla comunità in lotta di vicenza, una moltitudine in lotta contro la devastazione ambientale, la militarizzazione del territorio, l' asservimento delle città alle logica delle guerre globali, un esempio reale di democrazia partecipata che nulla a che fare con i partiti a cui appartengono i tanti Tosi e Zanotto. Invitamo tutti i veronesi a raggiungere Vicenza con il treno che partirà dalla stazione di P.Nuova alle 8.30 di Sabato mattina 15/09 e partecipare alle iniziative del Campeggio No Dal Molin.

 

Cari consiglieri, cari assessori e soprattutto caro sindaco ci vediamo prestissimo.

 

Firmato i quattro gatti della chimica, con sette vite.
[ Fornelli Ribelli ] 11 Settembre, 2007 18:26

Sabato sera gli striscioni e e i manifesti del presidio permanente in piazza zagata erano stati dati alle fiamme.
Lo stesso ieri notte intorno alle 3.30 è successo alle strutture del presidio. Un incendio premeditato con l'utilizzo di taniche di benzina.
Oggi è cominciata la demolizione del csoa lachimica.

Casualità.

Questa mattina, Re Flavio e la sua corte di buffoni si sono presentati in pompa magna davanti al centro sociale a saldare i conti, applauditi da tre, ribadiamo tre, vecchiette e protetti da uno schieramento di polizia.
Il Reuccio è venuto a finire la sua crociata personale contro chi ha sempre osteggiato la sua falsa politica identitaria: ha convocato una provocatoria conferenza stampa davanti al centro sociale.
E non ci venite a parlare di scelte politiche, di investimenti collettivi, di centri di aggregazione per il quartiere:
qui si tratta solo di una questione privata.
Il Reuccio finalmente ha potuto usare il Potere, per infierire sui "vinti", per assaporare la sua personale vendetta, strumento privilegiato della sua azione "politica".

Quale sarà la prossima vendetta?

Un bel pogrom al campo Rom sullo stile di Pavia?

Per oggi ci accontentiamo dell'uovo che lo ha sfiorato.

consci che sarà un tuorlo che lo seppellirà.

csoa lachimica -macchina immaginativa non omologata.




[ Movimenti ] 28 Agosto, 2007 18:14
 
 
LE IDEE, I DESIDERI, LE LOTTE
NON SI SGOMBERANO!

 
Il centro sociale la Chimica esiste perché nasce da necessità politiche, culturali, esistenziali. Esiste perché lo dimostra una storia ormai lunga 10 anni, una storia fatta di lotte e occupazioni: il forte di S. Lucia, la vecchia pensilina degli autobus di Piazza Isolo, l’area industriale dell’ex quacker chemical, le scuole Fincato di via del capitel. Luoghi abbandonati e dimenticati che abbiamo pulito, sistemato, trasformato in spazi di socializzazione, aggregazione, cultura. Spazi aperti riconsegnati alla cittadinanza: non abbiamo mai rubato spazi a nessuno, non siamo mai stati competitivi con le esigenze del territorio come alcuni vorrebbero far credere, come chi vorrebbe competitive le esigenze degli anziani del quartiere in cui abbiamo vissuto.

Lo diciamo con forza perché in questi anni abbiamo realizzato dei sogni, abbiamo dato risposte concrete alla necessità di spazi sociali e aggregativi, di spazi politici e culturali, aperti alla cittadinanza, al quartiere, vissuti dalle migliaia di persone che li hanno ricostruiti, camminati, ridipinti e rimessi a nuovo, riempiendoli di musica, disegni, giochi, parole, sapori e saperi in azioni creative, favorendo comunicazione e relazioni.

Abbiamo scelto l’autorganizzazione: non abbiamo bisogno di finanziamenti perché autoproduciamo (con fatica) i mezzi con cui sostenere i nostri progetti. Abbiamo scelto l’autogestione che non tollera la distinzione tra gestione ed utenza, coinvolge e responsabilizza, investe sul protagonismo attivo delle persone che esprimono con la loro presenza, desideri ed esigenze. Investiamo sulla partecipazione dal basso, che non riproduce gerarchie o strutture burocratiche di associazione, si esprime e condivide le scelte comuni attraverso le assemblee di gestione. In questi anni ha preso vita un contesto nato da una comunità di centinaia di persone che hanno frequentato e attraversato le iniziative proposte: concerti, rassegne cinematografiche, dibattiti, presentazione di libri, il mercato autogestito, eventi come Terre Ribelli/Critical Wine e Brutti Caratteri, la libreria Ubik Books, la trattoria comunarda Fornelli Ribelli, lo sportello precario, i corsi di inglese, di ginnastica, giocoleria…

Una realtà attiva nelle lotte per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro e per i diritti dei lavoratori, al fianco dei migranti, contro il razzismo e per i diritti di cittadinanza, contro il sessismo e le discriminazioni verso gay, lesbiche e trans, contro tutte le guerre, per una ecologia sociale e ambientale.

Esistiamo. Lo diciamo con forza a questa giunta, al suo buffo sceriffo flavio tosi, malato d’inguaribile protagonismo. Meritato: l’instancabile provocatore, il Gentilini al quadrato, l’abile collaudatore di rapporti tra l’estrema destra e la lega, celebre per gli autobus con entrata per “negri”, per la guerra santa ai rom, ai migranti, ai diversi, a tutto ciò che non è compatibile con l’anacronistica idea di città- castello- ricco recintato identitario…

L’uomo che ha vinto l’elezioni fomentando le pulsioni più retrive legittimandole, dando cittadinanza all’irrazionale alla paura e alla fobia.

Tre parole d’ordine in campagna elettorale: cacciare i rom, cancellare il centro sociale, debellare il centro dalle presenze sgradite, ambulanti in primis. Le vere emergenze di Verona. In nome del decoro. Dal detto al fatto: un allucinante battuta di caccia: prostitute, mangiatori di panini, kebbabbari,  phone, center, senzatetto, Rom. Sgomberi, chiusure, multe, arresti, il tutto sotto il vigile sguardo ed il sorriso compiaciuto del primo cittadino. Attualità e non solo: all’istituto storico per la resistenza un naziskin doc, noto alle cronache cittadine e non solo.

Lo ricordiamo al centro sinistra  con la forza e la lucidità della memoria che non ammette amnesie strumentali, ipocrisia e revisioni. Imperdonabile la subdola repressione messa in atto nei nostri confronti, sottovoce: 10.000 euro comminati dai vigili urbani a quattro esponenti della chimica in occasione dell’ultimo C.W. sono spiccioli al confronto dei 30.000 euro che la precedente amministrazione ipotizzava di attribuirci come indennizzo per l’usufrutto abusivo dello stabile di sua proprietà. Imperdonabile l’incapacità e la codardia di offrire alternative reali al centro sociale per emergere nella precarietà nella quale versava, riconoscendone la storia la forma i bisogni. Imperdonabile la scelta consapevole di conquistare voto e consenso dei presunti moderati, assecondandone le fobie gli egoismi le passioni tristi. La deriva in atto non esclusiva della destra, non è solo politica e sociale: il quando sociale e il politico si stratificano inquinano appieno la sfera esistenziale. Per questo forme di vita non omologabili fanno paura, non solo per ciò che sono e producono materialmente ma anche per i linguaggi e gli immaginari che hanno dimostrato di saper creare.

Gli spazi sociali autogestiti sono stati in questi anni il cuore in movimento di tutte le lotte per i bisogni e diritti d’esistenza.

Urge innanzitutto una presa di coscienza: ciò che siamo stati e ciò che siamo.

La consapevolezza del percorso comune è la stessa cosa della responsabilità che abbiamo: vivere uno spazio di relazioni liberate giorno per giorno è concretamente un pezzo di una società diversa che vorremmo costruire.

Significa non fermarsi.

Urge ricomporre e ricombinare i corpi e le menti di chi questa esperienza ha attraversato e sostenuto, soprattutto in una città come la nostra. Ripartire dalla piazza, oggi piazza zagata, da ciò che all’esterno della chimica riusciremo a fare, a partire dalla socialità che in questi anni abbiamo consolidato, rompendo le barriere del pregiudizio.

Trasportare le nostre azioni le nostre idee i nostri corpi nelle strade, nelle piazze, di nuovo imprevedibili, di nuovo invisibili…ma non troppo.

Riprenderci la fisicità di un laboratorio, occupando se necessario, consapevoli che l’occupazione rimane uno strumento, non un fine, per ottenere una piccola parte di ciò che ci spetta.

Questa città ma non solo. Il vento che soffia a Verona non ha niente di localista ma è comune a tante ricche città di questo paese dove il modello economico non prevede, non accetta, odia soggetti non omologabili, utilizza le isteriche politiche della paura dell’emergenza della sicurezza della tolleranza zero, della richiestissima categoria dell’illegalità per spostare l’attenzione dalle contraddizioni, dai veri problemi, dalle becere ingiustizie del sistema e dai veri responsabili. Perché non è tollerabile immaginare una società diversa e possibile.

Il triangolo tosi cofferati zanonato ha infiammato l’estate ed è solo l’apice di un fenomeno in costante diffusione; ma  l’estate infiammata è quasi finita:

Urge lasciare le nostre riserve dove ci vorrebbero confinanti e riprenderci le città

Sui sentieri che il movimento saprà tracciare.

A partire dal campeggio NoDalMolin a Vicenza, un laboratorio a cielo aperto di partecipazione popolare in lotta contro ogni militarizzazione del territorio e in difesa dei beni comuni.

A partire da Bologna e ogni altra città sotto assedio securitario e legalitario

 
A partire dal percorso che attraverserà Verona sabato 1 settembre.
Il primo passo.
Solo l’inizio.

 

Manifestazione

sabato 1 settembre 2007

 

concentramento ore 14.00

 

piazza Zagata Borgo Venezia

 

davanti al csoa lachimica

 

Questo è un appello aperto. Per adesioni e contributi: lachimica@autistici.org

 

 

http://www.ecn.org/porkospino

http://veronainforme.noblogs.org/
[ Fornelli Ribelli ] 24 Agosto, 2007 15:20

Ormai fuggiti dalla nostra riserva, sgomberata così tristemente da Tox Willer con l’aiuto morale dei suoi pards Koffy Carson e Jack “Tiger” Zanonato e quello materiale di Mephisto Malfatti spuntiamo di nuovo nelle strade, nelle piazze, come sempre imprevedibili per dire allo sceriffo:

 
“Tizzoni d’inferno! Tox Willer non avrai il mio scalpo!”

 
A trent’anni esatti di distanza siamo costretti a parafrasare uno storico comunicato più che appropriato per salutare il nostro ritorno nella città:

 

“Che i nostri TAM TAM suonino più forte che mai... Che il nostro canto giunga a tutte le tribù degli emarginati, fricchettoni, apprendisti, drogati, studenti, omosessuali, femministe, poeti pazzi e pazzi poetici, bambini, animali, piante per radunarsi in una grande TRATTORIA COMUNARDA, VENERDI’ ALLE ORE 19 a Piazza Zagata per imporre ai visi pallidi e ai loro sceriffi, la resa senza condizioni sugli obiettivi approvati dall'assemblea dei Fornelli Metropolitani il 21 Agosto:

 

1) Abolizione del reato di imbrattamento se praticato con verdura biologica;

2) requisizione di tutti gli edifici sfitti per la loro utilizzazione come centri di aggregazione;

3) finanziamento pubblico dei centri alternativi autogestiti;

4) creazione di un centro anziani autogestito in piazza Erbe per debellare la piaga dell’alcolismo tra gli ultrasettantenni;

5) abolizione del reato di occupazione se praticato con tenaglie biologiche;

6) abolizione dello strumento di delibera comunale se praticato da sceriffi visi pallidi;

7) retribuzione dell'ozio giovanile;

8) abolizione delle stelle di latta da sceriffo se non confezionate con latte biologico;

9) demolizione della scalinata di palazzo Barbieri in quanto scandalosamente indecorosa;

12) l'uso alternativo degli agenti della polizia municipale per sostituire i semafori contribuendo così al risparmio energetico cittadino;

13) abolizione dei menù come strumenti di coercizione gastrica;

Fornelli Metropolitani – Zagata Plaza 77 – Tucson - Arizona