[ Generale
]
04 Ottobre, 2007 15:38
IL BUDDISTA di Philip K. Dick (traduzione di Valerio Evangelisti)
Il sindaco mostrò sconcerto e sbalordimento. Tuttavia si tenne calmo, come era suo costume. «Se ci togliete anche la pena di morte, dove vanno a finire le autonomie locali?»
Il ministro sollevò un sopracciglio. «Sa meglio di me che quella sanzione non è concessa. Né dalla Costituzione, né dalle vigenti leggi.»
Questa volta il Buddista, così chiamato per la proverbiale impassibilità, non poté non alterarsi un poco. «Mi prende per stupido? Sto parlando non di esecuzioni sommarie, ma di morte per fame! L’ho applicata mille volte e non avete obiettato nulla!»
«Quando mai l’avete applicata?» domandò il ministro, sempre più frastornato.
«E’ inu

tile che gliele enumeri. Sgomberi ripetuti di rumeni che avevano costruito sozze baracche sulla riva di un fiume. Multe salatissime a lavavetri. Foglio di via a extracomunitari.»
«Non sono condanne a morte!»
«In pratica sì.» Il sindaco gonfiò il petto. «Li abbiamo lasciati per strada, senza nessuna assistenza. L’inverno si incaricherà di sopprimerli.»
Il ministro non era convinto. «Una cosa sono le circostanze ambientali, altra un’esplicita licenza di uccidere rilasciata ai vigili urbani.»
Il Buddista fissò l’interlocutore con la tipica ironia del suo sguardo. «Vuole essere tanto cortese da spiegarmi la differenza?»
Il ministro, spazientito, sbottò: «Insomma, cosa pretende ancora? Ha già avuto gli spray al pepe per i vigili. Che devo dirle? Metta più pepe!»
«Metta più...» Il Buddista stava per esplodere, ma un’idea lo colpì. «Signor ministro, il pepe posso applicarlo come voglio?»
«Cosa intende dire?»
«E’ necessario lo spray o posso ricorrere ad altri modi di... impepamento?»
Il ministro non ne poteva più. «Spruzzi il pepe come vuole. E anche il sale, l’olio, l’aceto. Poi cuocia gli extracomunitari e se li mangi.»
«Me lo mette per iscritto?»
«Che può mangiare gli extracomunitari?» Il ministro era sbalordito.
«No, che posso distribuire il pepe a mio modo.»
«Ma certo. Adesso le scrivo due righe, poi mi farà il piacere di togliersi dai piedi.»
(Continua)
[ Generale
]
19 Settembre, 2007 15:52
Se questa città non vi piace andatevene!
L’aver appreso dai
media cittadini dell’operazione
repressiva che la giunta ha intenzione d’intraprendere nei nostri
confronti,
conferma e rafforza alcune nostre convinzioni e ci aggiorna su alcune
interessanti novità.
L’aggressione politica
allo spazio sociale della
chimica è per il sindaco l’inizio di un’operazione mediatico/poliziesca
volta a
cancellare ogni forma di opposizione, ogni voce critica, ogni presenza
scomoda.
L’assessore DiDio ha
affermato:”se questa città
non vi piace andatevene!”.
In questa frase tutta
la filosofia di una
Democrazia intesa come maggioranza che vorrebbe cancellare
politicamente e
forse anche fisicamente ogni forma di minoranza. Per la precisione ad
accogliere il Sindaco e DiDio c'erano sette persone, noi l'anno scorso
contro
lo sgombero della chimica abbiamo raccolto più di duemila firme, tra
cui molti
residenti del quartiere e un assessore.
La gravissima
provocazione del sindaco che si
reca ridendo ad assistere alla demolizione di uno spazio che odia,
mancando del
seppur minimo rispetto per il "nemico" con l’intento dichiarato di
provocare, è stata a tutti gli effetti una trappola.
Ne è seguita una
contestazione rabbiosa e
dolorosa ma legittima che viene descritta come aggressione condita di
minacce.
Quindi illegale. Quindi penalmente perseguibile. Violenza e non
violenza: come
un uovo o come le squadracce fasciste che picchiano, accoltellano,
bruciano,
che mai vengono condannate, che spesso vengono incitate e protette da
alcuni “illustri”
esponenti di palazzo Barbieri.
Legalità e illegalità
Come quando il sindaco
si recava fuori dal campo
rom, con una marcia non autorizzata a insultare e minacciare donne e
bambini
con epiteti particolarmente coloriti.
Altra conferma: il
consiglio comunale giovedì si
apre con una comunicazione sull’aggressione del sindaco e palazzo
barbieri
viene blindato dalle forze dell'ordine per impedire che gli oggetti
stessi del
discorso siano presenti.
Altra trappola.
REPRIMERE,
CRIMINALIZZARE, CANCELLARE sono ad
oggi i moventi incontestabili dello sgombero della chimica alla faccia
della
piccante ironia del signor T. che ci ha salvati dall'amianto.
L’ex sindaco Zanotto ed
una buona parte dell'
exmaggioranza ci mandano a dire che è giusto e legittimo l’operato di
tosi ivi
compreso un grottesco indennizzo che dovremmo pagare per le utenze
(quali?) per
i danni (?) per l’utilizzo di uno spazio senza un affitto concordato.
Pusillanimi e ipocriti
o schizofrenici e
smemorati?
Utenze e affitto in
comodato sono le esatte
richieste che abbiamo fatto il giorno stesso del nostro ingresso nelle
scuole
perini, per emergere dallo stato di precarietà (per voi illegalità)in
cui
versiamo da troppo tempo:
i contatti con la precedente amministrazione sono
stati numerosi: sorrisi, complimenti e tante promesse. Per tenerci
tranquilli (a
loro avviso) evidentemente quando eravamo utili a qualche strampalato
equilibrio di palazzo.
Ora nel folle
inseguimento del Tosi Style si
dicono bugie si stigmatizza si condanna.
Per questo motivo
abbiamo intenzione di chiedere
un indennizzo ed un risarcimento alla vecchia amministazione per i
lavori di
recupero e mantenimento dell'area che abbiamo gestito e aperto alla
cittadinanza
in tre anni. Un'area che per dieci anni non è mai interessata a nessuno
e che
stranamente è diventata preziosa il giorno stesso in cui noi l'abbiamo
riscoperta.
Per ovvi motivi signor
Tosi e signor Zanotto continueremo
ad essere la vostra spina nel fianco con o senza il vostro permesso.
Per ovvi motivi in
questi giorni parteciperemo ai
lavori "di un'altro comune",quello istituito dalla comunità in lotta
di vicenza, una moltitudine in lotta contro la devastazione ambientale,
la
militarizzazione del territorio, l' asservimento delle città alle
logica delle
guerre globali, un esempio reale di democrazia partecipata che nulla a
che fare
con i partiti a cui appartengono i tanti Tosi e Zanotto. Invitamo tutti
i veronesi
a raggiungere Vicenza con il treno che partirà dalla
stazione di
P.Nuova alle 8.30 di Sabato mattina 15/09 e partecipare alle iniziative
del
Campeggio No Dal Molin.
Cari consiglieri, cari
assessori e soprattutto
caro sindaco ci vediamo prestissimo.
Firmato i quattro gatti
della chimica, con sette
vite.
[ Fornelli Ribelli
]
11 Settembre, 2007 18:26
Una questione privata
Sabato sera gli striscioni e e i manifesti del presidio permanente in piazza zagata erano stati dati alle fiamme.
Lo stesso ieri notte intorno alle 3.30 è successo alle strutture del
presidio. Un incendio premeditato con l'utilizzo di taniche di benzina.
Oggi è cominciata la demolizione del csoa lachimica.
Casualità.
Questa mattina, Re Flavio e la sua corte di buffoni si sono presentati
in pompa magna davanti al centro sociale a saldare i conti, applauditi
da tre, ribadiamo tre, vecchiette e protetti da uno schieramento di
polizia.
Il Reuccio è venuto a finire la sua crociata personale contro chi ha
sempre osteggiato la sua falsa politica identitaria: ha convocato una
provocatoria conferenza stampa davanti al centro sociale.
E non ci venite a parlare di scelte politiche, di investimenti collettivi, di centri di aggregazione per il quartiere:
qui si tratta solo di una questione privata.
Il Reuccio finalmente ha potuto usare il Potere, per infierire sui
"vinti", per assaporare la sua personale vendetta, strumento
privilegiato della sua azione "politica".
Quale sarà la prossima vendetta?
Un bel pogrom al campo Rom sullo stile di Pavia?
Per oggi ci accontentiamo dell'uovo che lo ha sfiorato.
consci che sarà un tuorlo che lo seppellirà.
csoa lachimica -macchina immaginativa non omologata.
[ Movimenti
]
28 Agosto, 2007 18:14
Appello per la manifestazione a Verona di sabato 1 settembre: Le idee, i desideri, le lotte non si sgomberano!

LE IDEE, I
DESIDERI, LE LOTTE
NON SI SGOMBERANO!
Il centro sociale la Chimica esiste perché
nasce da necessità politiche,
culturali, esistenziali. Esiste perché lo dimostra una storia ormai
lunga
10 anni, una storia fatta di lotte e occupazioni: il forte di S. Lucia,
la
vecchia pensilina degli autobus di Piazza Isolo, l’area industriale
dell’ex
quacker chemical, le scuole Fincato di via del capitel. Luoghi
abbandonati e
dimenticati che abbiamo pulito, sistemato, trasformato in spazi di
socializzazione, aggregazione, cultura. Spazi aperti riconsegnati alla
cittadinanza: non abbiamo mai rubato spazi a nessuno, non siamo mai
stati
competitivi con le esigenze del territorio come alcuni vorrebbero far
credere,
come chi vorrebbe competitive le esigenze degli anziani del quartiere
in cui
abbiamo vissuto.
Lo diciamo con forza
perché in questi anni abbiamo realizzato dei sogni, abbiamo dato
risposte
concrete alla necessità di spazi sociali e aggregativi, di spazi
politici e
culturali, aperti alla cittadinanza, al quartiere, vissuti dalle
migliaia di
persone che li hanno ricostruiti, camminati, ridipinti e rimessi a
nuovo,
riempiendoli di musica, disegni, giochi, parole, sapori e saperi in
azioni
creative, favorendo comunicazione e relazioni.
Abbiamo scelto
l’autorganizzazione: non abbiamo bisogno di finanziamenti perché
autoproduciamo (con fatica) i mezzi con cui sostenere i nostri
progetti.
Abbiamo scelto l’autogestione che non tollera la distinzione tra
gestione ed
utenza, coinvolge e responsabilizza, investe sul protagonismo attivo
delle
persone che esprimono con la loro presenza, desideri ed esigenze.
Investiamo
sulla partecipazione dal basso, che non riproduce gerarchie o strutture
burocratiche di associazione, si esprime e condivide le scelte comuni
attraverso le assemblee di gestione. In questi anni ha preso vita un
contesto
nato da una comunità di centinaia di persone che hanno frequentato e
attraversato le iniziative proposte: concerti, rassegne
cinematografiche,
dibattiti, presentazione di libri, il mercato autogestito, eventi come
Terre Ribelli/Critical
Wine e Brutti Caratteri, la libreria Ubik Books, la trattoria comunarda
Fornelli Ribelli, lo sportello precario, i corsi
di inglese, di ginnastica, giocoleria…
Una realtà attiva
nelle lotte per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del
lavoro
e per i diritti dei lavoratori, al fianco dei migranti, contro il
razzismo e
per i diritti di cittadinanza, contro il sessismo e le discriminazioni
verso
gay, lesbiche e trans, contro tutte le guerre, per una ecologia sociale
e
ambientale.
Esistiamo. Lo
diciamo con forza a questa giunta, al suo buffo sceriffo flavio tosi,
malato
d’inguaribile protagonismo. Meritato: l’instancabile provocatore, il
Gentilini
al quadrato, l’abile collaudatore di rapporti tra l’estrema destra e la
lega,
celebre per gli autobus con entrata per “negri”, per la guerra santa ai
rom, ai
migranti, ai diversi, a tutto ciò che non è compatibile con
l’anacronistica
idea di città- castello- ricco recintato identitario…
L’uomo che ha vinto l’elezioni fomentando le
pulsioni più
retrive legittimandole, dando cittadinanza all’irrazionale alla paura e
alla
fobia.
Tre parole d’ordine in campagna elettorale:
cacciare i rom,
cancellare il centro sociale, debellare il centro dalle presenze
sgradite,
ambulanti in primis. Le vere emergenze di Verona. In nome del decoro.
Dal detto
al fatto: un allucinante battuta di caccia: prostitute, mangiatori di
panini,
kebbabbari, phone, center, senzatetto,
Rom. Sgomberi, chiusure, multe, arresti, il tutto sotto il vigile
sguardo ed il
sorriso compiaciuto del primo cittadino. Attualità e non solo:
all’istituto
storico per la resistenza un naziskin doc, noto alle cronache cittadine
e non
solo.
Lo ricordiamo al centro sinistra con
la forza e la lucidità della memoria che
non ammette amnesie strumentali, ipocrisia e revisioni. Imperdonabile
la
subdola repressione messa in atto nei nostri confronti, sottovoce:
10.000 euro
comminati dai vigili urbani a quattro esponenti della chimica in
occasione
dell’ultimo C.W. sono spiccioli al confronto dei 30.000 euro che la
precedente
amministrazione ipotizzava di attribuirci come indennizzo per
l’usufrutto
abusivo dello stabile di sua proprietà. Imperdonabile l’incapacità e la
codardia di offrire alternative reali al centro sociale per emergere
nella
precarietà nella quale versava, riconoscendone la storia la forma i
bisogni.
Imperdonabile la scelta consapevole di conquistare voto e consenso dei
presunti
moderati, assecondandone le fobie gli egoismi le passioni tristi. La
deriva in
atto non esclusiva della destra, non è solo politica e sociale: il
quando
sociale e il politico si stratificano inquinano appieno la sfera
esistenziale.
Per questo forme di vita non omologabili
fanno paura, non solo per ciò che sono e producono materialmente ma
anche per i
linguaggi e gli immaginari che hanno dimostrato di saper creare.
Gli spazi sociali
autogestiti sono stati in questi anni il cuore in movimento di tutte le
lotte
per i bisogni e diritti d’esistenza.
Urge innanzitutto una presa di coscienza: ciò che
siamo
stati e ciò che siamo.
La consapevolezza del percorso comune è la stessa
cosa della
responsabilità che abbiamo: vivere uno spazio di relazioni liberate
giorno per
giorno è concretamente un pezzo di una società diversa che vorremmo
costruire.
Significa non
fermarsi.
Urge ricomporre e ricombinare i corpi e le menti
di chi
questa esperienza ha attraversato e sostenuto, soprattutto in una città
come la
nostra. Ripartire dalla piazza, oggi piazza zagata, da ciò che
all’esterno
della chimica riusciremo a fare, a partire dalla socialità che in
questi anni
abbiamo consolidato, rompendo le barriere del pregiudizio.
Trasportare le nostre azioni le nostre idee i
nostri corpi
nelle strade, nelle piazze, di nuovo imprevedibili, di nuovo
invisibili…ma non
troppo.
Riprenderci la fisicità di un laboratorio,
occupando se
necessario, consapevoli che l’occupazione rimane uno strumento, non un
fine,
per ottenere una piccola parte di ciò che ci spetta.
Questa città ma non solo. Il vento che soffia a
Verona non
ha niente di localista ma è comune a tante ricche città di questo paese
dove il
modello economico non prevede, non accetta, odia soggetti non
omologabili,
utilizza le isteriche politiche della paura dell’emergenza della
sicurezza
della tolleranza zero, della richiestissima categoria dell’illegalità
per
spostare l’attenzione dalle contraddizioni, dai veri problemi, dalle
becere
ingiustizie del sistema e dai veri responsabili. Perché non è
tollerabile
immaginare una società diversa e possibile.
Il triangolo tosi cofferati zanonato ha infiammato
l’estate ed è solo l’apice di un fenomeno in costante diffusione; ma
l’estate infiammata è
quasi finita:
Urge lasciare le nostre riserve dove ci vorrebbero
confinanti e riprenderci le città
Sui sentieri che il movimento saprà tracciare.
A partire dal campeggio NoDalMolin a Vicenza, un
laboratorio
a cielo aperto di partecipazione popolare in lotta contro ogni
militarizzazione
del territorio e in difesa dei beni comuni.
A partire da Bologna e ogni altra città sotto
assedio
securitario e legalitario
A partire dal
percorso che attraverserà Verona sabato 1 settembre.
Il primo passo.
Solo
l’inizio.
Manifestazione
sabato 1 settembre 2007
concentramento
ore 14.00
piazza Zagata Borgo Venezia
davanti al csoa lachimica
Questo è un appello
aperto. Per adesioni e contributi: lachimica@autistici.org
http://www.ecn.org/porkospino
http://veronainforme.noblogs.org/
[ Fornelli Ribelli
]
24 Agosto, 2007 15:20
Tizzoni d'inferno
Ormai fuggiti dalla nostra
riserva, sgomberata così tristemente da Tox Willer con l’aiuto morale dei suoi
pards Koffy Carson e Jack “Tiger” Zanonato e quello materiale di Mephisto
Malfatti spuntiamo di nuovo nelle
strade, nelle piazze, come sempre imprevedibili per dire allo
sceriffo:
“Tizzoni d’inferno! Tox Willer non avrai
il mio scalpo!”
A
trent’anni esatti di distanza siamo costretti a parafrasare uno storico
comunicato più che appropriato per salutare il nostro ritorno nella
città:
“Che i nostri TAM TAM
suonino più forte che mai... Che il nostro canto giunga a tutte le tribù degli
emarginati, fricchettoni, apprendisti, drogati, studenti, omosessuali,
femministe, poeti pazzi e pazzi poetici, bambini, animali, piante per radunarsi
in una grande TRATTORIA COMUNARDA, VENERDI’ ALLE ORE 19 a Piazza Zagata per
imporre ai visi pallidi e ai loro sceriffi, la resa senza condizioni sugli
obiettivi approvati dall'assemblea dei Fornelli Metropolitani il 21
Agosto:
1) Abolizione del reato di imbrattamento
se praticato con verdura biologica;
2) requisizione di tutti gli edifici
sfitti per la loro utilizzazione come centri di
aggregazione;
3) finanziamento pubblico dei centri
alternativi autogestiti;
4) creazione di un centro anziani
autogestito in piazza Erbe per debellare la piaga dell’alcolismo tra gli
ultrasettantenni;
5) abolizione del reato di occupazione se
praticato con tenaglie biologiche;
6) abolizione dello strumento di delibera
comunale se praticato da sceriffi visi pallidi;
7) retribuzione dell'ozio
giovanile;
8) abolizione delle stelle di latta da
sceriffo se non confezionate con latte biologico;
9) demolizione della scalinata di palazzo
Barbieri in quanto scandalosamente indecorosa;
12) l'uso alternativo degli agenti della
polizia municipale per sostituire i semafori contribuendo così al risparmio
energetico cittadino;
13) abolizione dei menù come strumenti di
coercizione gastrica;
Fornelli Metropolitani – Zagata Plaza
77 – Tucson - Arizona